Figli di un sol calante

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L’Unità di oggi annuncia, non senza giubilo, che l’ex first lady democratica Hillary Clinton ha messo a segno, questa notte, una grande vittoria nello stato del West Virginia. Alla faccia del bicarbonato di sodio, direbbe Totò. E’ un po’ come se Mancini dicesse che quello di domenica scorsa col Siena è il primo risultato utile consecutivo, dopo la sconfitta col Milan.

Ho come il sospetto che le primarie per il Partito Democratico americano siano intese più come un episodio di entertainment che un fatto politico vero e proprio. Un passatempo per le genti, una sit-com planetaria.

Quella americana – ho avuto modo di constatare di persona – è una bizzara democrazia. Alle elezioni presidenziali va a votare meno del 50% degli aventi diritto, dei quali una buona parte vota su Internet. Il Presidente USA rappresenta quindi sì e no un americano su quattro. E questo è niente. Nelle altre consultazioni (nei singoli stati, nelle contee e nei municipi) si scende fino al 25-30% di votanti. Se ne deduce quindi che nel santuario della democrazia ci sono anche “maggioranze” che rappresentano meno del 13% della popolazione.

Ma non era il consenso quella forma di appartenenza e di partecipazione, quella forza centripeta che rende l’individuo parte attiva ed integrante di un popolo e di una comunità? No.

Il consenso, nelle “democrazie mature”, è piuttosto ininfluente. Non erano infatti, i cittadini inglesi e americani, del tutto contrari all’intervento in Iraq? Eppure le truppe “alleate” ancora scorrazzano tra il Tigri e l’Eufrate, incuranti del dissenso popolare. E ancora. Non è forse Hillary la moglie di Bill, che succederà a George Walker, figlio di George Herbert? Tutto mentre la piccola Chelsea sta già riscaldando i motori per la scalata di domani.

E pensare che noi in Italia ancora ci s’incazza se si scopre il figlio di o la moglie di sono stati assunti in questo o quel posto di lavoro. Siamo proprio una democrazia immatura, non c’è niente da fare. Nel 2013 dovremmo votare tutti Piersilvio via sms e fargliela vedere noi a sti americani chi sono i veri “democratici”, diamine!

Lenin diceva che la democrazia è il miglior involucro della dittatura del capitale. Una volta lo diceva pure L’Unità, ma oggi è forse troppo impegnata a contare i voti del West Virginia per ricordarselo.

3 comments

  1. luigi says:

    Onestamente credo che spesso si confonda la semplificazione del sistema con la capacità di essere più o meno democratici, quello è tecnisismo politico non capacità democratica.
    Non ho nulla da invidiare ad un elettore amarecano, che va ai comizi come se andasse a una partita di baseball.

  2. luigi says:

    l’arma che gli usa utilizzano liberamente è il loro modello economico, ma poi sotto sotto ci piace assai pure a noi averci il frigorifero gigante, l’imac, il suv patapim e patapam…la democrazia è un’altra cosa e non è certo un’invezione americana.

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