Dino Risi

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“Mi sento come un inquilino abusivo. Sono rimasto senza amici. Erano tutti più giovani di me e se ne sono andati prima di me: Gassman, Fellini, Zapponi, Lapegna, Tognazzi, Mastroianni, Sordi, Manfredi. Non so più con chi parlare. Il linguaggio dei giovani è insopportabile. I miei nipoti vanno avanti a “puntocom” e “vuvuvu”. Io non ho nemmeno il coso, come si chiama, il fax. Imbuco sempre le lettere nella cassetta”.

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