Month: July 2008

Comunità!

 Essere comunitari è come un esercizio di ginnastica dell’anima. In tempi antichi questo tipo di ginnastica serviva a rendere l’uomo meno individualista e irresponsabile. Ma soprattutto ad allargare gli orizzonti delle proprie (spesso misere) paturnie individuali. A sentirsi parte di una comunità, di una nazione, del creato.

Dalla metà del secolo scorso, invece, aleggia questa sorta di solipsismo iperindividualista spacciato per libertà ( “la libbbertà prima di tutto!”, “Vietato vietare”, “la fantasia al potere” e altre cazzate del genere) che ci ha ridotti a un branco isterico di particelle spurie, perse dietro le proprie rivendicazioni personali, ma incapaci di prendere anche solo in considerazione quelle del prossimo. Ciascuno sfoga la prorpia irrilevanza, ripiegato su se stesso, come un goffo punto interrogativo spinoso.

TV

“C’est un prodigieux moyen de propagande. C’est aussi, hélas! un élément d’abêtissement en ce sens que les gens se fient à ce qu’on leur montre. Ils n’imaginent plus. Ils voient. Ils perdent la notion de jugement et ils se prêtent gentiment à la fainéantise. La TV est dangereuse pour les hommes. L’alcoolisme, le bavardage, et la politique en font déjà des abrutis. Etait-il nécessaire d’ajouter encore quelque chose?”

Louis-Ferdinand Céline, Entretien avec Jacques Chancel, Télémagazine.

Americans

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“La tentazione egemonica è da lunga data una delle caratteristiche della politica degli Stati Uniti d’America; si potrebbe dire che è iscritta nei loro cromosomi, per le dimensioni del paese e per la tendenza all’espansione dei coloni e dei loro eredi, che non si sono mai tirati indietro quando si è trattato di pagare, e di far pagare, il prezzo dell’ampliamento delle frontiere. Anche quando alcuni presidenti degli Usa hanno innalzato il vessillo dell’isolazionismo, sottintendevano che nel “cortile di casa” (le intere Americhe…) si riservavano comunque mano libera. Il non intervento si limitava agliscenari d’oltre Atlantico. E’ ovvio che, in epoca di globalizzazione,il cortile si è alquanto ampliato, fino a non avere più confini, se non quelli obbligati dalle circostanze. Stando ai precedenti storici, questa tendenza è stata assecondata sia dai democratici che dairepubblicani”. {Marco Tarchi}

Marco Tarchi è un politologo, professore ordinario all’Università di Firenze. Leggi una sua interessante intervista (“siamo tutti americani?”)sull’egemonia americana e sulla concezione di “cultura occidentale” che caratterizza l’Europa contemporanea.

Adotta uno Yankee: compra benzine Esso e Shell!

I mass media nazionali sono scossi dal calo delle vendite dei concerti rock negli Stati Uniti. Tutti i maggiori giornali e telegiornali hanno riportato la notizia con fragore: a causa del caro greggio gli yenkee devono rinunciare ai lro appuntamenti tradizionali con la musica rock. Il fatto che un gallone di benzina costi due euro e quaranta (cioè 0.6 € al litro) ha gettato nello sconforto i Nostri, spingendoli a rinunciare addirittura alle loro decadenti riedizioni delle Woodstock che ogni anno punteggiano l’estate americana. Siamo davvero dispiaciuti e costernati per questo incidente; ovviamente siam pronti ad aumentare ancora il costo dei nostri carburanti (dei quali più della metà viene estratta da loro sul nostro suolo) per consetire finalmente ai nostri liberatori di portare i loro tremolanti complessi adiposi sotto i palchi a raggi laser; cosicché possano, in preda a delirio Fender Stratocaster, urlare al mondo intero che loro e solo loro sono born in iuessei.

Leggi l’articolo del Corriere di oggi.

American way

Banale, populista, demagigico è lo spirito nazionalista americano.
Pacchiano, volgare e superficiale il loro patriottismo privo di storia.
Eppure, con questi quattro stracci d’ideali, riescono ad essere un popolo, al contrario di noi.

American Girls and American Guys
We’ll always stand up and salute
We’ll always recognize
When we see Ole Glory Flying
There’s a lot of men dead
So we can sleep in peace at night
When we lay down our head

My daddy served in the army
Where he lost his right eye
But he flew a flag out in our yard
Till the day that he died
He wanted my mother, my brother, my sister and me
To grow up and live happy
In the land of the free.

Now this nation that I love
Has fallen under attack
A mighty sucker punch came flying in
From somewhere in the back
Soon as we could see clearly
Through our big black eye
Man, we lit up your world
Like the 4th of July

Hey Uncle Sam
Put your name at the top of his list
And the Statue of Liberty
Started shaking her fist
And the eagle will fly
And there’s gonna be hell
When you hear Mother Freedom
Start ringing her bell
And itll feel like the whole wide world is raining down on you
Ahhh Brought to you Courtesy of the Red White and Blue

Ohhh Justice will be served
And the battle will rage
This big dog will fight
When you rattle his cage
And you’ll be sorry that you messed with
The U.S. of A.
‘Cause we’ll put a boot in your ass
It’s the American way

Hey Uncle Sam
Put your name at the top of his list
And the Statue of Liberty
Started shaking her fist
And the eagle will fly
And there’s gonna be hell
When you hear Mother Freedom
Start ringing her bell
And itll feel like the whole wide world is raining down on you
Brought to you Courtesy of the Red White and Blue

Uhhh Ohhh
Of the Red, White and Blue
Ohhh Ohh Oh
Of My Red, White and Blue

Il nemico assoluto

 

Galli della Loggia, dal Corriere di ieri, a proposito della manifestazione di Piazza Navona.

“È una storia antica questa del moralismo. Una storia che comincia subito dopo l’Unità, quando lo sdegno per le miserie del Paese e il venir meno delle grandi speranze risorgimentali si tramutano nella messa sotto accusa delle sue classi politiche, del «Paese legale»; che prosegue poi con l’antigiolittismo di tanta parte della cultura nazionale la quale, alla denuncia delle malefatte del «ministro della malavita», associa ora la novità importante della denuncia dell’inadeguatezza morale dell’opposizione socialista, colpevole di essere collusa e di tenergli bordone. Una storia, infine, che fino ad oggi sembrava culminare e compendiarsi nella fiammeggiante predicazione di Gobetti e nel suo culto per le «minoranze eroiche » chiamate a lottare contro tutto e contro tutti. Contro Giolitti, contro Turati, contro Mussolini: tutti colpevoli egualmente, anche se a vario titolo si capisce, di promuovere la «diseducazione» morale e politica del popolo italiano. Considerato peraltro — c’è bisogno di dirlo?— non desideroso di altro.

Sono stati gli scrittori, i poeti, il ceto accademico, gli intellettuali in genere, a svolgere un ruolo centrale nel far sorgere e nell’alimentare questa tradizione del moralismo divisivo. Un ruolo che rimanda al ruolo politico di coscienza della nazione che sempre gli intellettuali hanno avuto in Italia, prima e durante il Risorgimento, e che hanno mantenuto fino ad oggi”.

 E mentre il “paese pulito”riempie le piazze per sparare a zero sull’ars amatoria del Ministro Garfagna, Ottaviano Del Turco – uno “buono”, uno del PD, uno della CGIL, uno che sta dalla parte giusta – viene arrestato per associazione a delinquere e truffa. Ma siamo certi che neppure questa tangente da 5.800.000 euro convincerà i nostri moralisti forcaioli del fatto che i malandrini posso essere sia di qua che di là. E che forse è arrivato il momento di non applicare più questo stolido sistema binario ad un paese così meravigliosamente complesso. I satiri d’oggi,  figli dei senatori di Forza Italia e di Piazzale Loreto, continueranno ad avere occhi per vedere solo le marachelle di una delle due parti. E pazienza se delle due è proprio quella che ha stravinto le elezioni democratiche a loro tanto care.

LXXXVI

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Disinteressato a vibrare all’unisono con la storia, cerca nella sconfitta il sapore di ciò che più ama: il distacco da ogni interesse materiale e il gusto del gioco e della morte. ” L’estetica dell’insuccesso è l’unica durevole. Chi non capisce l’insuccesso è perduto”. (Cocteau)
Si caratterizza per il rifiuto di quei valori borghesi sui quali si è edificata la cosiddetta civiltà: l’utile, il denaro e il lavoro. Si contrappone alla democrazia proclamando la sua appartenenza a una sorta di “nuova aristocrazia”, poiché possiede facoltà che non è dato comprare.