da “Il mistero laico”, di Jean Cocteau

Nel 1921 avevo la mania di cercare quei bastoni da passeggio come li portavano i nostri nonni, con il becco fatto di un sol pezzo col bastone, invece di esservi attaccato artificialmente. Non si trovavano che bastoni col becco appicicato o con l’impugnatura ricurva.
Una notte, sogno di visitare Harrow e di trovare, in una bottega con un coccodrillo in vetrina, trenta di questi bastoni. Stavano dentro un vaso di ceramica. Un vecchio mi chiede 50 franchi. Ad ogni bastone c’è attaccato un sonaglio che lui taglia; mi sveglio.
L’indomani racconto il sogno a Radiguet e gli propongo di partire per Harrow. Lui amava le cose assurde e mi credeva. Non avevamo calcolato bene il cambio della moneta tanto che arrivammo a Londra con le tasche vuote. Alla stazione Victoria mi trovo faccia a faccia con Reginald Bridgeman, un amico che abita nella campagna inglese e che non avevo avvisato del mio viaggio. Ci porta con sé e ci ospita. Gli racconto il mio sogno e gli chiedo dove si trova Harrow. “E’ la prima stazione dopo la mia” mi dice. “Vi andremo domani. C’è la mia scuola. Ma la tua bottega non esiste. Per di più domani è domenica, e non troveremo nessun negozio aperto”.
A Harrow pranziamo all’hotel della Testa del Re. Dopo pranzo, risaliamo la strada principale in dissesto (la stavano riparando). Scorgo una bottega aperta, nella cu vetrina pendeva un sacco di pelle di coccodrillo per le mazze da golf. Entro e trovo nel vaso i miei trenta bastoni. Do al vecchio i 50 franchi. I sonagli corrispondevano alle guarnizioni staccate che lui rinchiodò su ogni bastone con un colpo di martello.

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