dal Corriere (come se niente fosse)

WASHINGTON – L’uomo incinto ha partorito una bambina. Thomas Beatie, il transgender che aveva fatto molto parlare di sé negli ultimi mesi, ha dato alla luce una bambina domenica. La notizia è stata diffusa dalla Abc news. Il parto, avvenuto nell’ospedale di Bend, nell’Oregon, è stato naturale. “La bambina sta bene ed è molto graziosa” ha affermato una fonte dell’emittente americana.

Beatie, 34 anni, hawayano, ha cambiato sesso legalmente dieci anni fa, quando il suo nome era ancora Tracy Lagondino. Un’operazione chirurgica in cui si era fatto rimuovere il seno e una lunga terapia ormonale, hanno cambiato il suo aspetto estetico, che adesso è quello di un uomo. Nonostante questo, aveva scelto di mantenere gli organi genitali femminili, per potere partorire un figlio. L’annuncio della gravidanza, diffuso lo scorso aprile, lo ha reso celebre in tutto il mondo.

E’ stata la moglie Nancy, 45 anni – che non poteva più avere figli perché aveva subito un’isterectomia – ad aiutare Beatie a rimanere incinta. La tecnica è stata quella dell’inseminazione artificiale. Quando i due hanno preso la decisione, nessuna clinica aveva accettato di assisterli. Per questo l’operazione è stata fatta in casa con una siringa e lo sperma di un donatore esterno. La prima volta è rimasto incinta di due gemelli ma era una gravidanza extrauterina: ha perso i feti e una tuba di falloppio. Al secondo tentativo tutto è andato per il meglio. “Avere un bambino non è un desiderio femminile, né maschile – aveva dichiarato Beatie – E’ un bisogno umano. Sono una persona e dunque ho diritto ad un figlio biologico”.


(3 luglio 2008)

8 comments

  1. Ugo says:

    E di una donna in grado di autofecondarsi che ne pensi? A parte che non leggo cosa pensi a parte quel “come se niente fosse”… se nella civile Inghilterra dove è possibile fare ricerca scientifica senza tante inibizioni di natura etica o ideologica, stanno sperimentando su animali la potenzialità fecondatrice dei cromosomi del midollo osseo femminile… sembra che che quei cromosomi (yy) possano fecondare quelli delle ovaie femminili (attualmente xy). Se la cosa sarà possibile anche per il genere umano, una donna potrà generare da sola (con l’aiuto di qualche medico ovviamente) un altro essere umano, con la ovvia conseguenza, tra qualche secolo forse, che il sesso degli esseri umani sarà tutto uguale, cioè femminile (fatti due calcoli dottò). Mò, detto questo, ma di che cosa ti scandalizzi??? In Italia arriviamo dopo, quasi sempre, ma questo è il destino, è il logos, e a me come a tanti piace, non c’è niente, ma proprio niente di male. A proposito… inutile che ti chiedi se sono fuori tema… mi basta ripetere il virgolettato finale, ed è inutile speculare su una situazione particolarmente estrema, in Italia è pieno di coppie lesbiche con figli, generati “normalmente” (cioè come fanno le coppie etero che non riescono a generare con il semplice “su e giù”) con la stessa inseminazione artificiale usata dall’essere umano in questione, anche se per farlo hanno dovuto fare un viaggetto in Olanda spendendo qualche soldino in più. Pace… e amore.

  2. antonella says:

    “La fertilità corrisponde,in tutte le specie animali,alla capacità di procreare. Nell’uomo,che ha sottratto le regole della riproduzione al bisogno e all’impulso biologico,qualsiasi altra definizione risulta inadeguata e fondamentalmente scorretta.”Carlo Flamigni
    La mia riflessione prende spunto dalla dichiarazione conclusiva rilasciata da Thomas Beatie che mi spinge a credere che la nascita di questa bambina è solo la realizzazione di un egoistico desiderio.Ciò che mi lascia perplessa non è tanto il fenomeno di una donna,diventata solo esternamente uomo, che partorisce un figlio ma il tema della tecnica di procreazione eterologa. Alle figure dei genitori sociali si affianca quella del genitore biologico, colui che ha donato il seme paterno. Il dilemma non tocca solo l’aspetto giuridico ma soprattutto quello etico. Il motivo che spinge una coppia a sottoporsi a terapie riproduttive risiede nell’egoistico bisogno di “avere un figlio proprio” riconducendo a termini naturali ciò che la natura impedisce. Una contraddizione in termini,questa,che ci rivela come la definizione di “naturale” sia invece ampiamente attribuita a ciò che è “artificiale”. Ora mi chiedo come farà la signora Nancy a considerare sua figlia questa bambina nata da un donatore “x” e dal suo compagno/a? E che ruolo svolgerà questo donatore?
    Resta centrale il tema del desiderio che, grazie alle possibilità di realizzazione offerte dalla tecnica, diventa bisogno da soddisfare, trasformando il desiderio legittimo di un bambino in una mancanza che può essere compensata dall’offerta di un “oggetto figlio”.
    Siamo ai confini di quel connubio economico-tecnico-scientifico che investe l’uomo, i suoi desideri, le sue aspettative, trasformando tutto in merce.
    Il discorso non cambia se Nancy avesse avuto la possibilità di portare avanti una gravidanza, sarebbe ricorsa anche lei alla procreazione medicalmente assistita eterologa, trattandosi di una coppia composta biologicamente da due donne.
    Non condivido l’idea che avere un figlio sia un diritto dell’essere umano. Dare la vita è un gesto d’amore ma non verso se stessi.

  3. admin says:

    Antonella, che dire, io sono completamete d’accordo con te su tutta la linea. Purtroppo, come puoi leggere dal commento di sopra, qui bisogna fare i conti con la “civile Inghilterra”. E si sa che quanto a diritti degli esseri umani, gli inglesi non sono mai andati troppo per il sottile. Quanto all’essere ai confini del connubio economico-tecnico-scientifico, mi viene in mente un passo di Huxley: “ovuli biologicamante superiori, fertilizzati da spermatozoi geneticamnte superiori si decantavano nelle categorie alfa, beta e alfa +”. Il “desiderio” umano porta spesso alle degenerazioni. Mi sentirei più tranquillo in un mondo capace di trovare soluzioni per sopportare le privazioni, piuttosto che modi per appagare i “desideri”. La vita è in “levare”, non in battere, come vorrebbero farci credere “i civili inglesi”.

  4. Ugo says:

    L’affermazione di Beaty puntava l’attenzione sul fatto che il voler dare la vita, è un sentimento che è uguale in ciascun essere umano, aldilà del sesso. Quindi è inutile discutere se si tratta di un desiderio egoistico o di un gesto d’amore per chi nascerà, di un diritto o di un dovere, è un’opportunità che la scienza oggi ci aiuta a perseguire, quando c’è qualche impedimento di natura fisica, appunto. La Medicina fa questo, cura, e pone rimedi a problemi non esistenti in un corpo perfettamente sano.
    Per quanto riguarda il discorso “di chi sarà figlio?”, il problema giuridico si pone solo se lo Stato decide di porlo, mentre quello etico non si pone proprio. Siamo figli di chi ci cresce, e questo vale sempre, se sei orfano, se ne hai uno solo di genitore, se sono due donne, due maschi, o ottocento transessuali. La realtà avanza sotto i vostri occhi, nascosta per comodità. Di signore Nancy ne esistono a milioni nel mondo, e i loro figli sono più figli degli altri sia se sono adottati, sia se provengono da fecondazione eterologa. E’ già così, e va benissimo, non ci sono controindicazioni, parola dei diretti interessati, figli, e genitori (non biologici s’intende), non più di quante ce ne siano in una coppia “normale”. E perchè non parliamo di cosa sia questo benedetto desiderio di dare la vita, che poi in linea di massima quasi sempre diventa un modo per dare un significato alla propria, per sperare che i propri figli siano migliori di noi, o quant’altro. Chi ci assicura che accettare la natura o lasciare solo alla biologia la possibilità di procreare non renda la cosa un gesto egoistico. Perchè i bambini sono possibile merce e possibile oggetto solo se desiderati oltre i propri limiti fisici? Non capisco se bisogna sempre soffrire per essere felici, se qualcuno vuole privarsi di una possibilità, se anzichè curarsi un mal di testa vuole provare la sensazione di guarire senza farmaci intossicanti, se qualcuno vuole soffrire con l’accanimento terapeutico, lo faccia pure, è libero di farlo, ma lasciate che ciascuno decida per se, responsabilità è la parola chiave, autodeterminazione, come sempre, nel dare la vita, e nel farsi morire “naturalmente”, come vuole.

  5. pak says:

    Il trionfo dell’uomo sulla natura!

    Così G.L.Ferretti, quasi 15 anni fa…
    “È stato un tempo il mondo giovane e forte,
    odorante di sangue fertile,
    rigoglioso di lotte, moltitudini,
    splendeva pretendeva molto…
    Famiglie donne incinte, sfregamenti,
    facce gambe pance braccia…
    Dimora della carne, riserva di calore,
    sapore e familiare odore…
    È cavità di donna che crea il mondo,
    veglia sul tempo lo protegge…
    Contiene membro d’uomo che s’alza e spinge,
    insoddisfatto poi distrugge…
    Il nostro mondo adesso debole e vecchio,
    puzza il sangue versato infetto…

    È stato un tempo il mondo giovane e forte,
    odorante di sangue fertile…
    Dimora della carne, riserva di calore,
    sapore e familiare odore…
    Il nostro mondo adesso debole e vecchio,
    puzza il sangue versato infetto…

    Povertà magnanima, mala ventura,
    concedi compassione ai figli tuoi…
    Glorifichi la vita, e gloria sia,
    glorifichi la vita e gloria”(…)

  6. luigi says:

    il sottoscritto non va tanto per il sottile, e senza raggiungere le alte vette del pensiero espresse nei precedenti commenti aggiunge: è uno schifo, da tutti i punti di vista etici, morali, sociali e anche estetici.

  7. antonella says:

    certo Ugo,lasciamo piena libertà,lasciamo che ognuno decida quale strada prendere pur di raggiungere un obiettivo e magari un giorno ci ritroveremo a fare l’amore con nostro fratello SENZA SAPERLO, perchè in fondo che senso ha essere fratelli biologici se siamo stati cresciuti da genitori sociali diversi?è possibile che mio padre abbia donato il suo seme ed io ho fratelli sparsi ma non lo so.Ma si, lasciamo che la figura materna e paterna perdano di senso,non distinguiamoci più per sesso,fingiamo di essere tutti uguali tanto..lo abbiamo fatto per le culture perchè non farlo per tutto il resto..simo tutti figli dell’amore..che utopia..E invece,caro ugo,credo proprio che il mondo sia bello perchè è vario. E comunque ci tengo a specificare che non parlo per “inibizioni etiche o ideologiche”, ritengo che non ci sia cosa più bella della libertà, ognuno può decidere di amare chi vuole, ognuno può decidere..ma della propria vita non di quella degli altri. hai ragione a dire che di sig.re nancy ne esistono milioni ed è proprio grazie a queste signore che prende piede la bioetica e tanti studiosi si interrogano da tempo sulle conseguenze di tanta “civiltà”. La tecnica mostra sempre il rovescio della medaglia, e ciò che viene accolto come dono sapienziale può rivelarsi fonte di distruzione: la polvere da sparo origina spettacoli pirotecnici come morte e uccisione, la manipolazione genetica ci offre grano che cresce in Siberia come la possibilità di replicare i viventi, la fissione dell’atomo ci offre energia illimitata,come devastazioni senza precedenti, lo studio del genoma ci offre la speranza di conoscere la causa genetica delle patologie come l’eventualità di brevettare tale conoscenza a vantaggio delle case farmaceutiche..Il bene o il male di ogni conquista è determinato dall’uso che se ne fa.

  8. Ugo says:

    Concordo con tutta l’analisi che hai fatto sul mondo scientifico, cara antonella. La bioetica ricorda tanto un seminario che seguii durante i miei studi universitari a Bari, negli anni ’80. proprio sull’etica della scienza. Basta pensare agli studi di Enrico Fermi, al pericolo atomico che ancora incombe su di noi, nonostante il parziale disarmo… Ma proprio l’esempio che fai di poterti “accoppiare” con un tuo fratello biologico, è il tipo di rischio spettrale e tragico prospettato da chi assume posizioni di divieto assoluto, o cmq di difesa dell’etica a priori. E’ un caso talmente raro che si verifichi, equiparabile a chi pensava che le donne usaserro l’aborto come una pillola a chi teme bambini preconfezionati con le analisi preimpianto o a chi teme di restare l’unico cristiano a causa del proliferare degli islamici. Problemi lontanissimi e non controllabili ora, senza tener conto dei cambiamenti che ci saranno nel frattempo, dei problemi attuali come l’esplosione demografica generale e la conseguente carenza di materie prime, mentre in Italia si invoca l’incremento delle nascite. Impedire, mettere paletti alla ricerca, significa forse evitare che da qualche parte qualcuno inventi una cosa come la bomba atomica? O vietando per legge, si possono impedire gli aborti clandestini. No, questo è quello che pensano in generale gli antiproibizionisti, di tutti i generi, cioè non affermare il diritto a drogarsi, ad abortire, ad inventare cose mostruose con la ricerca scientifica, ma regolamentare, fare in modo che tutto possa avvenire in modo trasparente, controllato, il più possibile. Non diventeremo tutti uguali, ma forse come ho scritto precedentemente la Natura umana, ci potrebbe portare gradualmente nei secoli ad una umanità tutta al femminile. Ora mi chiedo, tu, io, visto che eventualmente il processo sarebbe graduale… di cosa ti preoccupi? Pensi che un domani, quando una bambina nascerà, e vedrà che esistono solo femmine al mondo avrà dei problemi morali o psicologici? Non credo, è tutto relativo infatti. Quindi se continuiamo a stabilire che l’esempio numero uno, che il modello ideale da seguire per un essere umano in formazione, che deve essere educato, debba essere quello eterosessuale, già commettiamo un grosso errore, in buona fede forse, ma di errore si tratta. L’omosessualità non è una malattia, quello che si è lo si è o lo si sceglie, i condizionamenti possono essere solo di un tipo, cioè fornire un modello prestabilito da seguire. Per evitare questo, lasciamo che la crescita di un bambino sia indipendente dalle scelte sessuali di chi lo cresce, mi sembra elementare, a meno che ripeto non si voglia continuare a fare distinzioni, e allora inutile continuare a parlare di amore, quà bisogna prima mettersi d’accordo sul rispetto per gli altri, quelli già in vita, poi si pensa all’educazione di chi è piccolo, e con meno presunzione, visto che i risultati sembrano scarsi nonostante tutti i modelli educativi tentati fino ad ora. La famiglia incide pochissimo sulla formazione di un individuo, purtroppo, o meno male, data la poca tolleranza reale al diverso, alla bellezza della vita in quanto imprevedibile, scevra da regole precostituite. E il problema è solo questo, tutti si dichiarano rispettosi dei gay, poi ancora oggi per offendere qualcuno lo si definisce così… che cavolo di educazione vuoi fornire ad un ragazzo in questo modo, quella dei bulli e delle veline… solo quella, ovviamente.

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