LXXXVI

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Disinteressato a vibrare all’unisono con la storia, cerca nella sconfitta il sapore di ciò che più ama: il distacco da ogni interesse materiale e il gusto del gioco e della morte. ” L’estetica dell’insuccesso è l’unica durevole. Chi non capisce l’insuccesso è perduto”. (Cocteau)
Si caratterizza per il rifiuto di quei valori borghesi sui quali si è edificata la cosiddetta civiltà: l’utile, il denaro e il lavoro. Si contrappone alla democrazia proclamando la sua appartenenza a una sorta di “nuova aristocrazia”, poiché possiede facoltà che non è dato comprare.

8 comments

  1. luigi says:

    amico caro non capisco quale valore estetico ci possa essere nella sconfitta. Mi hai commosso con la frase “la vita è in levare”, levare ovvero alzarsi, ovvero superare, al massimo si può rimandare il salto o la levatura per farne uno migliore, ma nella sconfitta io ci vedo solo errore…

  2. Ugo says:

    ora invece pensiero mio… Nella competizione non è importante vincere, ma ottenere il massimo possibile, quindi la sconfitta di per sè non ha più o meno significato di una vittoria. Una cosa è perdere in semifinale, se sei la Turchia, un’altra è perdere nei quarti, se sei l’Italia. Come sempre, è tutto tremendamente relativo, fatevene una Ragione.

  3. luigi says:

    @ugo è relativo un par di palle (scusa il francesismo), e ancora peggio farsi una ragione del fatto che si possa perdere.
    Punti di vista certo, ma una ragione fattela tu se sei avvezzo alla sconfitta…

  4. pak says:

    Non condivido il riferimento a pelù (n’gul), ma pensate alla fine che avrebbe fatto l’Italia senza Caporetto o se Pistorius avesse avuto le gambe sane… Le sconfitte rafforzano eccome, soprattutto se si vogliono superare i propri limiti. Vincitori si diventa per necessità più che per elezione!

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