Adotta uno Yankee: compra benzine Esso e Shell!

I mass media nazionali sono scossi dal calo delle vendite dei concerti rock negli Stati Uniti. Tutti i maggiori giornali e telegiornali hanno riportato la notizia con fragore: a causa del caro greggio gli yenkee devono rinunciare ai lro appuntamenti tradizionali con la musica rock. Il fatto che un gallone di benzina costi due euro e quaranta (cioè 0.6 € al litro) ha gettato nello sconforto i Nostri, spingendoli a rinunciare addirittura alle loro decadenti riedizioni delle Woodstock che ogni anno punteggiano l’estate americana. Siamo davvero dispiaciuti e costernati per questo incidente; ovviamente siam pronti ad aumentare ancora il costo dei nostri carburanti (dei quali più della metà viene estratta da loro sul nostro suolo) per consetire finalmente ai nostri liberatori di portare i loro tremolanti complessi adiposi sotto i palchi a raggi laser; cosicché possano, in preda a delirio Fender Stratocaster, urlare al mondo intero che loro e solo loro sono born in iuessei.

Leggi l’articolo del Corriere di oggi.

2 comments

  1. Ugo says:

    si vabbè voi vi divertite al corriere della sera a ironizzare sulle abitudini degli yankees e quì a potenza non puoi bere una bottiglia d’acqua la sera in centro se ti prendi un pezzo di pizza. Perchè è vietato.
    In Inghilterra vieteranno gli after hours… mi sà che fareste bene a pensare a come si divertono i giovanotti europei di questi tempi ad ai nuovi robin hood da strapazzo che ci fanno pagare la benzina più di prima nonostante i loro demagogici interventi a presunta salvaguardia della loro tanto intelligente giuventù, i più poverelli soprattutto, quelli che devono recarsi in auto ai raves come nelle località turistiche più disparate. Perchè Agosto è sempre Agosto, Agosto ad ogni costo.

  2. Ugo says:

    delucidazioni…

    Rileggendo con più attenzione, anche l’articolo, noto che l’ironia ce l’hai messa solo tu, non il Corriere.
    Scusami ma trovo fuori luogo prendere in giro le abitudini gli stili di vita quando non è di quello che si parla ma di una crisi planetaria che coinvolge loro con i loro prezzi e noi con i nostri, diversi da sempre per tutti i motivi che vuoi tu, se vuoi puoi dare anche la colpa tutta a loro ma ridere del fatto che loro non possono cantarsi quello che vogliono riunendosi dove e con la panza che vogliono, mentre il problema è di tutti e coinvolge i consume e l’economia di tutti (tra l’altro l’articolo punta l’attenzione sulla crisi di chi ci lavora, ci guadagna, con quei concerti, non tanto su chi deve andarli a vedere, che pure avrà costi maggiori.
    Poi ti ripeto se vuoi mi metto a ridere pure io se penso a quanto influirà l’aumento del costo della benzina sui meeting di comunione e liberazione, anche se non sono abituato a sbeffeggiare chi conduce uno stile di vita che non condivido.
    E poi ci sono le associazioni tipo ku kux klan che avranno difficoltà a riunirsi, date le distanze, insomma se proprio ti da fastidio Spreengsteen dillo chiaramente senza discorso di benzine o altro tanto a me i Marron 5 piacciono molto anche se fino ad oggi non sapevo manco che fossero americani, e anche se non ho ancora speso un centesimo per ascoltare loro pezzi… Pensa te.

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