Americans

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“La tentazione egemonica è da lunga data una delle caratteristiche della politica degli Stati Uniti d’America; si potrebbe dire che è iscritta nei loro cromosomi, per le dimensioni del paese e per la tendenza all’espansione dei coloni e dei loro eredi, che non si sono mai tirati indietro quando si è trattato di pagare, e di far pagare, il prezzo dell’ampliamento delle frontiere. Anche quando alcuni presidenti degli Usa hanno innalzato il vessillo dell’isolazionismo, sottintendevano che nel “cortile di casa” (le intere Americhe…) si riservavano comunque mano libera. Il non intervento si limitava agliscenari d’oltre Atlantico. E’ ovvio che, in epoca di globalizzazione,il cortile si è alquanto ampliato, fino a non avere più confini, se non quelli obbligati dalle circostanze. Stando ai precedenti storici, questa tendenza è stata assecondata sia dai democratici che dairepubblicani”. {Marco Tarchi}

Marco Tarchi è un politologo, professore ordinario all’Università di Firenze. Leggi una sua interessante intervista (“siamo tutti americani?”)sull’egemonia americana e sulla concezione di “cultura occidentale” che caratterizza l’Europa contemporanea.

10 comments

  1. Ugo says:

    Maledetti americani.
    Destra, sinistra e cattolici: storia del pregiudizio antiamericano

    Massimo Teodori
    Mondadori

    “Ex parlamentare radicale ora docente di Storia degli Stati Uniti presso l’Università di Perugia, Massimo Teodori ha dato alle stampe un volume che ha suscitato finora vivaci polemiche.

    Già presente nel corso di tutto il Novecento, dopo l’11 settembre 2001 l’antiamericanismo in Italia e in Europa è aumentato. Ma non capire la nuova situazione geopolitica, significa mettersi fuori dal proprio tempo, ci dice l’autore. L’attuale periodo storico è connotato dalla contrapposizione tra l’Occidente e il terrorismo, esattamente come cinquant’anni or sono il mondo era caratterizzato dal bipolarismo, USA e mondo libero da una parte, URSS e mondo comunista dall’altra.

    Secondo Teodori, la cultura pseudopacifista della sinistra e del mondo cattolico e la cultura pseudonazionalista della destra hanno seminato il falso dilemma “per la pace o per la guerra” identificando nel bellicismo la posizione americana. Deriva da un pregiudizio criticare ciò che l’America è, mentre sarebbe più corretto giudicare l’America per ciò che di volta in volta fa. ”

    Te lo giuro, la penso esattamente come il professor Teodori, che se può interessare in passato si è occupato anche di cose nonamericane… tipo un bellissimo libro sulla P2 e sugli scheletri negli armadi della partitocrazia italiana degli scorsi decenni, che fa parte della mia umile libreria da quando eravamo ragazzi ed andavamo ancora in gradinata… Freedom!

  2. admin says:

    “L’attuale periodo storico è connotato dalla contrapposizione tra l’Occidente e il terrorismo, esattamente come cinquant’anni or sono il mondo era caratterizzato dal bipolarismo, USA e mondo libero da una parte, URSS e mondo comunista dall’altra”.
    E’ proprio di questa grande panzana che parla Tarchi nella sua intervista: leggila e fammi sapere cosa ne pensi.

  3. Ugo says:

    Ok, letta tutta l’intervista, appena ho avuto un paio d’ore di tempo per concentrarmi al meglio… (lol).
    Ci provo, non sono professore universitario, e forse CI converrebbe leggere anche il libro di Teodori, ma ho le idee abbastanza chiare per provare a dirti cosa ne penso.
    Partiamo dalla fine, che approvo in pieno:

    FV – Nonostante la cappa di conformismo pro-USA, sussistono in Italia ed in Europa ampie sacche di “dissidenza” antiamericana, dall’estrema destra all’estrema sinistra, passando per frange cattoliche e ambientalisti radicali. C’è del buono nelle loro critiche?

    MT – C’è del buono e del meno buono. La parte costruttiva è quella che si esprime nelle analisi corrette dei dati di fatto – che sono più che sufficienti ad alimentare una netta critica dei fondamenti psicologici,c ulturali e politici dell’americanismo – e nelle iniziative di sensibilizzazione dell’opinione pubblica che ne derivano. La parte controproducente è quella che si esprime in atteggiamenti pregiudiziali che in più di un caso confinano con un acritico fanatismo: è un vecchio, irrisolto e irresolubile problema di tutti gli ambienti affascinati dall’estremismo (che poco ha a che vedere con la coerenza delle proprie convinzioni. Anzi, è in questi contesti che spesso si verificano le più repentine “conversioni”). Fortunatamente, la prima componente mi pare nettamente prevalente sulla seconda nella pur dispersa galassia dei critici del ruolo che gli Usa esercitano oggi nel mondo.

    FV – E Lei, che modello contrapporrebbe a quello americano?

    MT – Nessuno, perché non apprezzo i confronti di idee fondati su modelli astratti. Ciò che conta è reagire alle storture che si hanno di fronte suggerendo i modi puntuali per correggerle. Ovviamente, questi dipendono dalla concezione più generale che si ha dell’ordine dellec ose, da una “visione del mondo”. Ma la mia non aderisce ad alcuno dei prodotti in vendita nel catalogo delle ideologie contemporanee. Credo nella necessità di sintesi originali fra gli aspetti migliori dei vari filoni di pensiero che si sono contesi la scena del Novecento, e nella fecondità di aggiornamenti che li rendano capaci di interagire con le mutevoli condizioni imposte dalle circostanze.

    E’ quello che penso anche io, quello che dice Teodori (penso) quando parla di giudicare senza pregiudizi cosa di volta in volta fanno gli americani, senza essere nè americanisti nè antiamericani.

    Su tutto il resto, provo a dire cosa ne penso senza rispondere punto per punto all’interessante intervista, perchè mi sembrano analisi giuste che però sono appunto prevenute.
    O meglio, non tengono conto di tutto il buono che c’è nel mondo moderno, e quindi chiaramente partendo da una feroce critica a questo puntano il dito su chi effettivamente la Storia ha posto in un ruolo egemonico economico e politico a livello mondiale.
    Ma soprattutto, si parte dalla considerazione sbagliata che nei cromosomi degli americani ci sia questa tendenza all’espansionismo, all’imperialismo, che invece nasce da un legittimo desiderio di difendersi da attacchi esterni.
    Difendersi dal comunismo, appunto, o dal terrorismo.
    In entrambi i casi, così come per l’alleato Israele, si tende da sempre ad evidenziare il ciniscmo, lo strapotere, la sproporzione di mezzi, con cui gli Stati Uniti, o la stessa Israele reagiscono verso i loro nemici del momento, ma non si prova a comprendere che si può discutere sui mezzi utilizzati (e lo fanno entrambi i paese democraticamente al loro interno) ma non di certo sulla necessità di reagire, per puro scopo difensivo.
    Il loro modello di vita, è discutibile, come è stato discusso molto a lungo, in modo molto democratico, in quel Paese, se era conveniente o meno spendere tanti dollari per andare sulla Luna, sperando con tutte le nuove conoscenze acquisite di contorno di creare quella ricchezza da ridistribuire ai poveri… che altri invece volevano immediatamente assistere con il denaro risparmiato rinunciando alle missioni spaziali.
    Lo stesso per il Vietnam, e quì c’entra il comunismo: si manifestava per indicare che non conveniva spendere tutti quei soldi e perdere tutte quelle vite eppure per un fatto di coerenza, di immagine, si decise di protrarre a lungo quella guerra, e inutilmente. E’ la dialettica democratica, è quello il liberalismo, non tutti sono e siamo per il libero mercato sfrenato (i radicali uscirono dal Partito Liberale per sottolineare la loro avversione ai monopoli e alle oligarchie, fondamentalmente), ma è naturale che ci siano posizioni più conservatrici, più imperialiste, più affariste…

    Ma quel modello, quel sogno americano, per quanto discutibile, non lo si voleva esportare a Cuba, diverso è invece ostacolare Stati comunisti in quegli anni, nel proprio “quartiere”, anzi vicini di casa (come la Cisgiordania per Israele) e fare anche schifezze (che cmq vennero a galla grazie a quel modello democratico e ad una stampa libera) pur di liberarsi da un pericolo forse improbabile, ma cmq da cancellare.
    E’ questo, è l’arroganza con cui Loro decidono di risolvere il loro problema di restare liberi, liberi di decidere come deve essere l’economia, liberi di essere i più ricchi al mondo liberi di mangiare tutte le schifezze che si possono produrre e di essere obesi ma senza per questo, secondo me, aver mai voluto americanizzare il mondo.
    Certo è inevitabile, con la globalizzazione, con il conformismo, con le multinazionali, che ci sia una tendenza ad omogeneizzarsi. E quindi questo famoso rischio di perdere la propria identità, ma è assolutamente un problema che non nasce da una predisposizione degli americani a condizionare il mondo, a modellarlo a loro immagine e somiglianza.
    Il loro modello, spinge a creare disuguaglianze, certo, nessuno nega le contraddizioni di quella società, che possono emigrare è ovvio anche nel resto del mondo occidentale. Ma è nel loro diritto scegliere, e su tante cose, sul diritto a possedere un’arma, sull’infliggere come pena la morte, forse siamo noi a potergli insegnare qualcosa. Ma il rispetto reciproco ad esempio nasce anche dal tentare di comprendere come quel loro bisogno di essere armati, discenda cmq da una questione culturale, storica, esclusiva, e va giudicata in questo senso quindi, non solo con la semplice considerazione che è dimostrato razionalmente come la cosa sia controproducente (numero spropositato di omicidi rispetto a tutto il resto del mondo).
    Perciò i discorsi sui media che conformano il tutto a loro immagine e somiglianza… il tipo di integrazione del mondo occidentale, quanto loro influenzino il processo di unione dell’Europa… io li vedo in secondo piano rispetto al futuro che ci accingiamo a costruire. Decisioni importanti, storiche riguardano l’Europa ormai da tanto. Siamo in bilico, e dobbiamo abbandonare gli egoismi, le paure, i protezionismi, i leghismi… come per fortuna molta parte di Europa stà già fadendo ha già fatto, ma come ben sai con diverse sconfitte recenti. E se Tremonti è simpatico, intelligente e preparato, se fa felici i militanti di Gioventù Italiana (ascoltati a Radio Radicale… lolllissimo) che sventolano bandiere palestinesi serbe e tibetane… quando si dichiara un noglobal, forse però rappresenta quelle posizioni sicuramente populiste ed elettoralmente efficaci, che mettono in discussione la nascita di un’Europa politica, che necessariamente per unire deve trovare una sintesi, dei compromessi, deve essere una cosa Nuova, non un insieme di cose vecchie ma bellissime che continuano a rimanere uguali a prima, a cercare egemonie per primeggiare nella ricchezza del consumismo moderno… ma una realtà che parta dal rispetto per l’individuo, per il cittadino comunitario, per le sue opportunità di essere europeo e quindi libero di aderire a dei valori nuovi, moderni, adeguati alla realtà che è brutta solo perchè ancora troppo legata al passato, ancora troppo impaurita fino a diventare irrispettosa del nuovo, ci vuole sintesi compà, che non significa perdere niente di quello che ci piace, a casa nostra, nel nostro quartiere, nella nostra città, ovunque ti pare. Basta volerlo, yes, we can. 😀

  4. luigi says:

    “Non possiamo permetterci di restare divisi. Nessuna nazione, per quanto grande e potente, può vincere le sue sfide da sola”, “orgoglioso cittadino degli Stati Uniti d’America e del mondo intero”.

    ipse dixit nella tiepida serata d’estate berlinese Barack Obama,

    spiacente ma non riesco a leggere le vostre lunghe opinioni (nel web ci vuole sintesi Giusèèèè)

    ad ogni modo adoro troppo quel paese per la continua voglia di mettersi in gioco.

    @Ugo qua nel BelPaese con chi dovremmo rinnovarci col Water nazionale?

  5. Ugo says:

    @luigi io ho votato PD di solito voto radicale… di certo non mi sentirei rinnovato con la Santanchè… cmq Veltroni ha fatto una scelta importante e giusta, dipietro a parte… di certo le mie idee sono molto più simili ad alcuni veri liberisti del centro destra che a quelle della Binetti, ma un partito non è una gang non si fanno giuramenti non si è tutti uguali e il paese che adori insegna… quindi viva Obama e abbasso quella stupida di Hillary Clinton, cornuta, con un marito bugiardo, e che sperava pure di rappresentare le donne.
    Hai ragione per la sintesi, nel web e ovunque, ma dipende dalle circostanze, sono io ad essermi dilungato, e chiedo venia, sperando di essere stato letto tutto stavolta.

  6. luigi says:

    @Ugo io ho annullato la scheda, non avrei mai dato il mio voto alla Santanchè (le darei ben altro ad essere onesto), ma ho goduto non sai quanto nel vedere i pupazzoni radical chic a casa! E oggi la mia soddisfazione aumenta vedendo il Vendolone nationale prenderla in quel posto (metaforicamente che magari gli fa pure piuttosto piacere)…

  7. admin says:

    Leggo i vostri commenti: mi sembrano troppo adesi alla realtà. Piuttosto un’analisi morale che politica. La morale, io credo, è soltanto una macchia nella limpidezza del fato. Gli Stati Uniti sono inconfutabilmente imperialisti, aggressivi, colonialisti, nonché – bontà loro – padroni del mondo. Io non li biasimo per questo; dico solo che, dagli studi che abbiamo fatto dalle elementari in poi, risulta che noi europei dovremmo essere in grado di sviluppare un modello antagonista a quello americano. E mi struggo nel veder parlare gli italioti di Veltroni e Santaché. Tutto qui.

  8. Ugo says:

    Fato? E allora che parliamo a fare? Ho cercato di confutare la tua teoria sull’imperialismo americano, con la ragione, non con la morale. Dalle elementari in poi, e in base al periodo storico che vivevo, ho odiato gli States, la Nato, ero diventato comunista, odiavo altrettando i democristiani… europei. Poi sono cresciuto, ho scoperto i radicali, Ernesto Rossi, Gaetano Salvemini, e sono molto aderente alla realtà. Non parlo di Vendola e Santanchè su basi sessuofobe…. sono avanti, oltre, e oggi penso a chi fa lo sciopero della fame per evitare l’esecuzione di Tarek Aziz, che prima era invitato in pompa magna da tutti i governi (specie da Chirac che aveva accordi con Saddam per i pozzi di petrolio….) del mondo. A contestarlo prima erano gli stessi che chiedono di evitare questo ulteriore scempio, le Vendette non sono liberali, la Giustizia si. Costruire un modello europeo è impossibile causa egoismi nazionali e nazionalisti. La strada era segnata e percorribile la colpa di chi sarà mai, forse di chi si strugge? Forse di chi vuole il crocifisso come simbolo della costituente europea. Rifletti e non ti struggere troppo.

  9. admin says:

    I radicali di solito si contraddistinguono per due atteggiamenti: scherniscono cose ad altri sacre e finiscono sempre per parlare di sciopero della fame di qualcuno per qualcosa.

    Al bivacco decadente della fontana di Piazza Santa Maria Liberatrice e ai suoi bonghi in libera libertà, continuo a preferire l’austerità della cattedrale che si staglia di fronte. Ma per te che sei “avanti”, che sei “oltre”, mi rendo conto che queste sono solo quisquilie…

  10. Ugo says:

    Infatti tutti possono rendersi conto che sono intervenuto in questa discussione con lo scopo di parlare di sciopero della fame e per offendere i credenti;
    Mi hai frainteso, forse sei troppo prevenuto, forse lo fai apposta e in questo caso direi che sei un grande nel tuo mestiere (deformazione professionale?).
    Il mio “yes we can” a qualcuno ha fatto pensare a Veltroni… e la discussione tra “italioti” è andata fino alla dichiarazione di voto, mia, e oltre, ma non per fare il “radicale”.
    Poi cercavo di rispondere alla tua richiesta di un modello europeo antagonista a quello americano, e ho solo detto che non ritengo giusto mettere la religione cristiana come collante di tutta l’Europa, perchè non ritengo farlo mai per nessuna religione.
    Niente di nuovo, è sempre e solo una visione laica della vita, della politica, e priva di voglia di schernire chi ha delle cose sacre in cui crede.
    Ho applaudito anni fa ragazzi di forza nuova che fecero irruzione in uno studio televisivo lombardo dove quello stupido di islamico parlava del crocefisso come di un cadavere appeso ad una croce… Pur non essendo credente, mi indigno quando si offende in questo modo un simbolo, il suo significato profondo, ma diverso è porre quel simbolo a carattere fondante di una identità europea.
    Poi “antagonista” fin dalle elementari, mi ha fatto pensare a quando votai DP ( e non PD azz…) cioè Democrazia Proletaria per i troppo giovani, e al fatto che invece con il tempo sono cambiato e ad esempio non condivido la parola “antagonista” e anzi, cercando di farti capire che partiamo dagli stessi problemi esistenti… vorrei ribadirti che chiedere ad Israele di entrare in Europa servirebbe a sottrarre quel Paese e tutti i problemi ad esso collegati… ad un controllo unico da parte americana. Ovvero se gli yankee sono così cattivi da rendere tali anche gli ebrei (ma dubito che su questo tema ci si possa intendere…) perchè non li rendiamo economicamente più vicini a noi in modo da poter risolvere il conflitto con i palestinesi in maniera più consona a quelle che sono le nostre tradizioni, e quindi di rispetto anche per le ragioni di chi oggi è così disperato da scegliere il martirio come ragione di vita?
    Sulle tue austere preferenze hai tutta la mia solidarietà, nessuno vuole distruggere le cattedrali a me basterebbe bombardare i rumorosi centri ricreativi per bambini aperti di recente vicino casa mia… solo x riposare meglio e sentirmi più sereno.
    Love & Peace.

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