Il 9 settembre

8 settembre – parte prima.

Il sindaco di Roma: «Per il sottoscritto comprendere la complessità storica del fenomeno totalitario in Italia e rendere omaggio a quanti si batterono e morirono su quel fronte in buona fede, non significa non condannare senza esitazione l’esito liberticida e antidemocratico di quel regime».

L’ex sindaco di Roma: «Ho deciso di presentare le mie dimissioni dal consiglio (del museo della Shoah – ndr) dopo le dichiarazioni del sindaco Alemanno che mi sono apparse gravissime.».

8 settembre – parte seconda.

Il ministro La Russa: «Farei un torto alla mia coscienza se non ricordassi che altri militari in divisa, come quelli della Nembo dell’esercito della Rsi, soggettivamente, dal loro punto di vista, combatterono credendo nella difesa della patria, opponendosi nei mesi successivi allo sbarco degli anglo-americani e meritando quindi il rispetto, pur nella differenza di posizioni, di tutti coloro che guardano con obiettività alla storia d’Italia».

L’ex ministro D’Alema: «Il cittadino La Russa può pensare quello che vuole, ma il ministro della Difesa è lì per ricordare la lotta antifascista da cui è nata la repubblica di cui egli è ministro. Invece la ‘repubblichina’ di Salò è un’altra cosa».

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