Lucania, in piedi!

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Salvatore Margiotta: altra bella prova della classe politica lucana.Margiotta, per curiosità, viene dall’aviglianese “marr’ggiotta” che letteralmente vuol dire piccola zappa.

Una classe politica semianalfabeta che da anni affama la nostra terra e umilia la nostra gente. Una regione che dovrebbe avere il pil del Lussemburgo, se si pensa alle risorse che ha a disposizione. Oro bianco, oro nero, olio, vino, una densità di popolazione tra le più basse d’Europa. Tutte le carte in regola per essere una Svizzera del Sud. O quantomeno un luogo di grande attrazione turistica. E invece è una terra ridotta alla fame, stuprata da palazzinari scellerati e svenduta alle multinazionali che, dopo aver incassato i contributi dell’Unione Europea, chiudono i battenti dei loro casermoni nel deserto, senza manco metterci una faccia da spaccare.

Le royalty per l’estrazione del greggio si aggirano in Lucania introno al 7%. Nei paesi arabi le compagnie petrolifere arrivano a sborsare fino al 58-60%. In un giorno in Val d’Agri vengono estratti 71.644 barili, pari ad un valore ipotetico medio di 3,7 milioni di euro. Al giorno!

E ancora oggi una gioventù imbelle rincorre la chimera del posto fisso, leccando il culo ai nuovi gendarmi del clientelismo made in Colombo. Giovani rampanti “democratici”, apparentemente preparati, che hanno sempre meno posti da promettere, sempre meno promesse da mantenere e facce meno serie di quei democristiani lì. La merce di scambio del posto fisso che fece grande la DC lucana ormai scarseggia da più di un decennio. E con essa anche la statura dei polici è andata, se possibile, diminuendo.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Siamo una regione del Medioriente, cominciamo ad avere i problemi del terzo modo e la bruttezza, umana e architettonica, ci sta mangiando piano piano.

Ma siamo diversi dal resto del Sud. Questo è almeno quello che il lucano dice in giro.

Bene, siamo diversi, ne sono convinto. Dimostriamolo!

9 comments

  1. wallace says:

    Che rabbia mi frà! Un misto di voglia di rivoluzione e nello stesso tempo di scoramento totale!
    Ma come cazzo è possibile tutto questo? Ogni giorno diamo il nostro contributo a tutto sto schifo limitandoci all’unico minimo contributo che è quello di non aver mai dato il nostro voto! A trentaquattro anni mi guardo in giro e vedo che tutti i miei coetanei che sono in giro per l’Italia, scappati, merito a loro da questa realtà di merda, lavorano, hanno soddisfazioni lavorative, hanno fatto carriera, lasciando da parte tutti i vantaggi economici che ne derivano, parlando solo da un punto di vista della soddisfazione lavorativa e di conseguenza personale.
    Io con una laurea e un master, prego, piango e rincorro l’incredibile sogno, di avere un posto di merda, in un ambiente lavorativo dove non esiste meritocrazia ma solo la forza del politico che ti appoggia. Senza nessuno stimolo ma anzi come unica strada quella del meno fai, meno dai fastidio, meglio stai! Purtroppo dopo sei anni non vedo luce ma solo una incredibile voglia di andare via. Lo schifo è totale, radicato, probabilmente è entrato nel dna dei lucani.
    L’unica piccola fiammella di speranza è rappresentata dalla nostra generazione, i trentenni e giu di lì, che da tutto questo skifo non hanno tratto alcun vantaggio, se non i pochissimi figli e cugini di qualche politico importante.
    Una genrazione che ha investito sullo studio e sulle proprie capacità, che è cresciuta circondata da ambienti aridi e mediocri, loschi e senza alcun principio morale. Che ha visto quindi radicare in se stessa naturalmente la voglia di migliorare, di non entrare nello schifo e magari di cercare di cambiare qualcosa. Quasi tutti si sono dovuti arrendere, andando via o entrando nel sistema. Probabilmente però la crisi economica insieme ai continui scandali in cui tutto viene coinvolto potrebbero finalmente determinare uno scatto di orgoglio.
    La stampa che è unico mezzo di comunicazione in Basilicata, visto l’incredibile asservimento al potere dell’unico mezzo televisivo a disposizione dei lucani, il tgr, ha trovato una incredibile risorsa nel diretttore del quotidiano della Basilicata, un ragazzo calabrese incredibile, che ha rivoluzionato gli equilibri e soprattutto risvegliato gli animi dormienti.
    Ci sono voluti oltre 10 anni per far sapere ai lucani che i loro amministratori avevano chiuso un accordo con le royalties più basse del pianeta terra, forse anche per questo li abbiamo rieletti anzicchè prendeli a calci nel culo!
    Ci hanno addormentati, anestetizzati, e quasi quasi ci sono riusciti anche a far pensare che le sfortune della Basilicata, la povertà, l’immigrazione e l’inefficienza, sono innate nella nostra terra. Non dipendono da loro, ma anzi che in questa situazione difficile, grazie a loro sopravviviamo! Mettendosi quindi anche in un ottica positiva! Del tipo..muoriamo di fame perchè la regione è povera e il territorio fa schifo, ma hanno trovato 50 posti di lavoro….GRAZIE!
    La più grande sconfitta per me è sentire che potendo tornando indietro anche io me ne andrei a lavorare a Milano…con un lavoro stimolante, servizi efficienti, mille possibilità in più e con i miei figli che mi chiamano babbo!

  2. sk03 says:

    Per darti una risposta d’istinto, dovrei scivolare nella retorica. E forse lo farò.

    Ci tengo però a dirti che il tuo entusiasmo, la tua caparbietà e il tuo spirito sono per me una ferrea certezza. Hai avuto il coraggio rimanere quando tutti andavamo. Hai avuto la forza di non mollare, costruire, inventare ed essere d’esempio per molti.

    Non credere che qui “fuori” sia tanto più facile. Ci sono giorni in cui ti guardi intorno e ti chiedi chi cazzo siano le persone che ti circondano e se davvero è valsa la pena allontanarsi dal luogo che ti ha visto bambino, dalle persone più care, dalla tua famiglia, dai strascnat.

    Grazie a Dio siamo italiani e per di più lucani. E dentro abbiamo qualcosa che altrove non hanno.

    Bisogna cercare altri modi, trovare a tutti i costi altri fini e un altro stile. La differenza tra un uomo e una mezza tacca non la fa la sua capacità di trovare “stimoli” nel lavoro, né la sua abilità di procacciarsi ricchezza e beni materiali.

    Un uomo è in grado di riconoscere e rispettare la Bellezza, di un essere, di un luogo, di un popolo. Questi omuncoli che governano la nostra terra e stringono a sè quello che vedono come potere, trascineranno le loro esistenze ributtanti, finché morte non li coglierà, già morti!

    Noi abbiamo il dovere, verso noi stessi, la comunità che ci ha allevato e verso il luogo in cui siamo nati, di fare qualcosa. Sia pure una sola cosa, ma dovremo trovare la forza di farla, bella e grande.

    E tu sai, come io so, che potremo contare su noi due e su pochi altri. Solo allora meriteremo d’essere chiamati mi sir’ (“mio sire”) invece che “babbo” dalla nostra prole. Se avremo i coglioni di averne.

    Animo!
    Sieg

  3. angelo says:

    Leggere tra queste righe l’amarezza, più che giustificata, di sir wallace mi fa dispiacere. In particolare conoscendo la sua allergia al compromesso e alla mediocrità. Credo abbia ragione Giuseppe nel dire che la soddisfazione personale non deve essere strettamente legata al lavoro, ai suoi successi, ma anche e soprattutto alla capacità di sentirsi ogni giorno coerenti con se stessi, fieri di difendere la proprio dignità davanti a tutto, stimolati dalla voglia di crescere, imparare e condividere. E’ vero, anche da queste parti a volte ti accorgi che quello e quelli che ti circondano sono differenti da te e da quel che hai dentro. Io ho sempre cercato di difendere la mia dignità perdendomi nella moltitudine, senza accettare di crescere, dopo una certa età, in un ambiente dedito al compromesso, al basso profilo, troppo ovatto ed autoreferenziale. L’orgoglio e la gioia nel raccontare la mia terra a chi mi poneva in puglia, calabria e campania è sempre stata grande, non credo di aver fatto molto per la mia terra, anzi quasi nulla, ma la mia dignità l’ho difesa allontanandomi dalle cose e dalle persone che amo di più, stimolato dalla voglia di confrontarmi, conoscere e farmi conoscere. Tutto ciò mi ha portato un patrimonio che non cambierei davvero con nulla. Credo e spero di poter dare questo esempio e questa opportunità anche ai miei figli, al di là del luogo, categoria troppo spesso limitante.
    Ale io ti consiglio di non demordere, di continuare ad essere sempre coerente con te stesso, con ciò in cui credi, a dire le stesse cose che ti fanno sentire vero e non farlocco. Lo dicevamo da giovani…la vita va vissuta al 100% , mettendo al centro le emozioni e ciò che ti rendi vivo…..io lo fatto a modo mio, tu a modo tuo……ma lo abbiamo sicuramente fatto….l’amarezza e la consapevolezza che leggo tra le tue righe non possono cambiarlo…nemmeno la tua voglia adesso di scappare….non renderebbe merito a tutto quello che in cui hai sempre creduto. Testa alta e schiena dritta, sempre e comunque! P.S. E’ la prima volta che scrivo sul tuo blog Gius….numme cestinà!

  4. Wallace says:

    Non posso nascondere che le parole scritte da due persone importanti come voi mi riempiono di gioia e di nuova energia. Probabilmente manca l’ultima battaglia, forse la più importante. E’ una ennesima sfida, ceretamente la più difficile, ma anche per questo la più stimolante. Da quando ho raggiunto le facoltà per poter leggere un quotidiano e capirlo, ho sempre avuto il sogno innato di poter finalmente cambiare le cose nella nostra città e nella nostra meravigliosa e unica Lucania. In qualunque nuova avventura mi sono messo ho sempre cercato un buon maestro, purtroppo per quanto stia cercando da tempo, nella politica non sono proprio riuscito a trovarne, ma il tempo delle attese penso che debba finire. La sfida è doppia, coronare un sogno e nello stesso tempo mettere sul tavolo del confronto e dello scontro le nostre idee. Far uscire i nostri valori, la nostra creatività, i nostri credi, dalle nostre chiacchierate a cena per portarle nelle aule che contano, vuol dire anche e soprattutto poter misurare quanto valgono e quanto sappiamo farle valere.
    Dopo tante battaglie non possiamo in alcun modo lasciare intentata la più importante. Intraprendere questa nuova strada e sapere di poter contare su persone uniche e preziose come voi è molto importante. Forse è arrivato il momento di capire se la nostra rabbia, il nostro scontento, i nostri sogni, la nostra voglia di combattere per una terra che prima di tutto amiamo incondizionatamente, se tutto questo ci rende pazzi tra i normali o normali tra i pazzi!

  5. Ugo says:

    Su con la vita “condottiero”…
    Secondo me è la crisi da ultimo posto, da Curva svuotata, da Inverno rigido, in fondo il lavoro non è tutto, e proprio questo per me è il problema.
    Non è vero che sono finiti i posti da promettere, quelli non ci sono mai stati a sufficienza, è proprio questo il clientelismo; se dai tutti i posti che prometti poi come fai a continuare a prometterli.
    Non è cambiato nulla, quando lavoravo a Potenza avevo un impiego precario, ero troppo incapace per essere assunto… e il mio datore di lavoro non era diverso dagli imprenditori di tangentopoli ’92 e di quella di oggi.
    Salvatore Margiotta forse è un mio coetaneo, mai conosciuto, ma ricordo che parlava di cose interessanti lo faceva con passione una sera di molti anni fa quando era un promettente giovane democristiano impegnato… parlava di acque minerali e di qualità delle stesse rispetto a quella dei rubinetti… e lo faceva un sabato sera in una pizzeria seduto a fianco al mio tavolo, mentre io con i miei amici cazzeggiavo (pur essendo un militante della Lista Verde…).
    Poi quando cominciarono a venire dei ragazzi a chiederci cosa si guadagnava a stare in quel partito, me ne sono uscito io.
    Chi è meglio tra me e Margiotta non saprei… io sono sempre e comunque per un garantismo estremo, a partire dal Presidente del Consiglio.
    Potenza… si resta, si va via… non è questo il problema, ma esisteva una volta una certa Questione Meridionale, irrisolta e di cui paghiamo ancora le conseguenze.
    E’ nella nostra mentalità, che è difficile da sradicare a parole, che risiede la nostra arretratezza.
    Se devi fare dei lavori nel tuo condominio, pittare un pò di muri in cantina… è meglio che te li fa il pensionato senza fattura perchè prende 4 volte di meno… E’ giusto così!
    Niente tasse poche spese tutti felici e contenti.
    E’ inutile vantarsi di essere Lucani, la Bellezza di ciascun popolo è nella sua unicità, ma considerarsi speciali è sbagliato.
    Ridurre tutto alla nostalgia di uno strascinato, mi fa sorridere se penso a quanti chilometri in macchina ho fatto da solo per spostarmi a destra e a manca in tutta Italia.
    E quello che cercavo non l’ho trovato, o meglio l’ho trovato e poi l’ho perso, ma questi “sono solo fatti miei…” per buttarla in marketing.
    Sono un perdente e questo alla faccia delle pur sacrosante e belle parole relative alla non importanza del lavoro.
    Tutti elemosinano un lavoro, sono disposti a tutto perchè altrimenti perdenti, mentre io ho conosciuto anche chi cerca solo di migliorare se stesso, di realizzare un sogno di segure una passione e mettersi in gioco per guadagnare di più di quello che una rendita derivante da una famiglia ricchissima può garantirgli.
    Tutti dovremmo essere autonomi (vedi sussidi di disoccupazione come in germania) e indipendenti dai parenti, capaci di autodeterminarci anche con poco, poi per migliorare dovremmo scegliere una attività da svolgere con passione e determinazione, per acquisire competenze che ci rendano liberi dalla schiavitù verso il datore di lavoro, che se c’è crisi la fa pagare solo ai suddetti schiavi.
    In questo modo il lavoro stesso sarebbe più produttivo, i profitti sarebbero collegati a prodotti o servizi offerti, che valgono quel che costano e non quello che serve per pagare dipendenti che svolgono lavori inutili. Niente più tangenti da pagare alla Regione per prendere questo o quell’appalto… e finalmente liberi di scegliere dove e come lavorare, in funzione delle proprie necessità.
    Utopia, perchè chi vuole un posto al sole oggi deve per forza di cose essere funzionale al sistema attuale, altrimenti perde.
    E allora o hai la strada spianata perchè appartieni ad una casta privilegiata, o è la tua discendenza che ti assicura un futuro trai i privilegiati o puoi solo cercare di partecipare al teatrino nel ruolo di chi si impegna e si illude di diventare uno di loro, cosa che succede nè più nè meno come con la logica politica del clientelismo.
    La forza di venirne fuori non tutti ce l’hanno, sicuramente Wallace è uno forte e avrà successo nella vita cmq vada, e per successo intendo il suo sentirsi vivo quando va in trasferta o in Curva anche in questi periodi…
    Ho letto il nome “angelo”…. e mi è venuta in mente una persona, che poi stranamente ho visto intervistata al TG2 per le vie di roma… e non lo sò se è la stessa persona ma mi ha fatto cmq piacere rivedere un caro amico di un tempo che avevo rimosso dai miei pensieri e che invece faceva e fa parte di un bel pezzo di vita del mio recente passato.
    “Chi vive di ricordi s’innamora”…. basta un poeta che ha scritto una frase del genere ed ecco che la Notte si Anima… Mi auguro solo che quando siete “fuori” siete persone che tendono ad integrarsi con l’altro e non i soliti terroni che ricercano il compaesano per sentirsi a casa, penso che certi discorsi nascono dal fatto di sentirsi troppo solo una cosa e non appartenenti al tutto. Nessuno è pazzo nessuno è normale nessuno è migliore o peggiore degli altri, siamo soli ma non vogliamo esserlo eppure ci riscopriamo a stare bene da soli se stiamo bene con gli altri e viceversa. E’ un gran casino, una grande commedia, volemose bene e tiramm’ a campà.

  6. pak says:

    Nel buio del nostro tempo basta una fiammella per riscaldare e fare luce?? Troppo semplice sembrerebbe la risposta!! preferisco immaginare il mondo non come un sogno inarrivabile ma come qualcosa che si modifica continuamente e che incessantemente volge verso un equilibrio definitivo. I temi del lavoro, del clientelismo ad esso legato, dello sfruttamento delle risorse, energetiche e umane, della desolazione di un luogo che abbiamo reso inospitale tocca il più profondo per un animo che abbia un tasso minimo di moralità…
    mi ritengo un fortunato, da qualche mese ho il posto fisso, posso accendere un mutuo con i miei 1200 euri mensili per comprare 80 mq di casa, posso intravedere una vita in comune con la mia amata e sperare in una famiglia tutta mia. sono, però, consapevole che questa occasione mi sia giunta perchè faccio parte delle cosiddette categorie protette, quelle per i disabili e per gli orfani, quelle che non basta il dramma che porti dentro e vivi tutti i giorni, hai bisogno che il tuo nominativo sia il più possibile in cima alla lista altrimenti resterai a lungo in attesa. Non voglio annoiare con questa storia, rimando ad altra occasione qualora interessi a qualcuno, preferisco focalizzare la mia attenzione su un altro aspetto. (dicevo prima di ritenermi un fortunato e in effetti lo sono… 15 anni fa nel pieno della spensieratezza giovanile ho dovuto guardare da vicino il volto della morte e mi sono sentito fortunato perchè non mi sono sentito da solo!!! Il problema, dal mio punto di vista, non è un posto sulla terra dove sentirmi “felice” o giudicare un gruppo di uomini che esercita il potere in modo coercitivo o l’analfabetismo che mi circonda, è la deriva a cui il comportamento umano è inesorabilmente destinato a giungere; è la mancanza di riferimenti certi sui quali fondare la nostra vita. Ritengo sia giusto più che mai il precetto messianico di costruire la nostra casa (quella interiore per intenderci) su delle solide fondamenta, di evitare di inseguire in continuo l’effimero che è rappresentato dal vitello d’oro che tutti amiamo costruirci. Queste fondamenta altro non sono che l’amore reciproco!! Tutti siamo capaci di dare e provare amore, certo quando siamo noi a scegliere a chi donarlo e se ci sentiamo l’animo predisposto a contraccambiarlo, ma quì il problema non è la scelta del momento ma la predisposizione incondizionata ad operare e rendere del bene anche quando ci viene incontro unicamente il maligno. Perchè non posso pensare che esista il bene e non credere al male e alla sua capacità di operare attraverso di noi. Lo scopriamo fin dalla tenerissima età, ci conviviamo tranquillamente e all’occasione eccolo pronto ad intervenire. Il volemose bene di Ugo è validissimo fin tanto non diventi un modo per dire ognuno per sè, adagiamoci in questo flusso che è la vita, tanto non possiamo fare altro che accettare le cose per come si presentano ai nostri occhi. e invece no, carissimi, un semplice gesto di amicizia può mutare una giornata nata storta. immaginiamo se soltato volessimo riprenderci un ruolo attivo per fare qualcosa per la nostra amata terra. Non se ne può più di sentire lamenti e scomun iche, di voltafaccia e di mancate promesse. abbiamo bisogno di profonda serietà e di mettere in moto un meccanismo da troppo tempo logoro!!!

  7. Ugo says:

    Paki… ero quasi certo che fossi tu dal nick, ora senza quasi;
    Intanto, il mio “volemose bene e…” era un finale ironico… ma rispetto il messaggio messianico su cui hai deciso di fondare la tua vita, ma non lo invidio, ciascuno è o sceglie di essere quel che è o quel che vuole, e io preferisco Pirandello ad altre filosofie di vita.
    Il problema è un altro, e cioè tu appartieni ad una categoria protetta, e come vedi la diversità esiste a prescindere da fede religiosa o da valori di diverso tipo in cui si crede.
    L’attuale sindaco di Roma, in tempi di discussioni sulla proposta “dico” del centro-sinistra, fu l’unico ad essere “tristemente” chiaro su un punto: la casa.
    L’assegnazione di una casa popolare, le liste, le graduatorie… sappiamo tutti che da sempre è una lunga attesa e una tortuosa strada da intraprendere. Quindi tutti spazientiti, in attesa di un diritto, che chiamerei “naturale” in un Paese civile, rende tutti anche “cattivi”.
    Guai se ti sorpassa un altro che non ha diritto, guai… disse chiaramente Alemanno, ad inserire in queste liste anche le coppie di fatto, le uniioni civili, e benchè mai il nocciolo della questione, cioè i gay, le coppie dello stesso sesso.
    Tralascio la questione dicendo che sono a favore del modello spagnolo, io sono anche per l’adozione di un bambino da parte di un single; io credo che se tu troverai la tua felicità con la tua amata nella tua casa di 80 mq (tua solo perchè accendi un debito… e poi non ci lamentiamo della finanza globale che va in crisi per favore!) va benissimo, anche perchè è il modello dominante, quello che molti definiscono “naturale”, ma penso che se hai veramente un minimo di carità cristiana, o messianica che dir si voglia, se ti cambia la giornata un amico o la solidarietà in genere (come credi amici e non amici abbiano fatto con te a prescindere da leggi e categorie protette) dovresti dispiacerti un minimo per chi nella vita fa altre scelte relative ad altri stili di vita.
    In Italia queste persone sono penalizzate legalmente, e solo tollerate a parole (ora anche in testi musicali sanremesi), altrove possono inseguire la loro felicità, forse il vitello d’oro di cui parli, ma è una loro scelta e di sicuro qualcuno realmente felice ci sarà, pensa solo a chi ha vinto l’Isola dei Famosi, se è felice, almeno lei.
    Quindi la tua richiesta di “attivismo”, di serietà, di per se non indica nulla. Anche i nazisti furono attivi e si impegnarono molto e con serietà, il problema è in che direzione vuoi andare, e quà mi sembra che la propria felicità la propria casa interiore la si costruisce anche a scapito di altre persone forse meno fortunate (mi commuove sentirti dire che lo sei stato tu…) o che vedono la vita in modo un pò diverso, che non vedono la loro felicità racchiusa nella pubblicità della famiglia del Mulino Bianco, e che vorrebbero ugualmente avere almeno le stesse opportunità degli altri, visto che poi si parla e si pretende la meritocrazia, parolone inutile se il criterio principale è solo il profitto.
    Però che bello essere noi 5 in questa discussione, io preparerei la macchina per una megatrasferta con destinazione paradiso, per proseguire il discorso durante il viaggio.
    Così è, se TI pare.

  8. pak says:

    Come al solito caro Ugo la chiave di ogni cosa è l’Amore. Amore per la vita in sè, in quanto cosa buona in sè e quindi come si può accettare l’aborti o la liberalizzazione dell’eutanasia?? Amore per il prossimo, intendo quello più vicino, non certo per gli hezbollah; amore per la famiglia e per le relazioni ad essa legate…
    Anche a me soddisfa vivere in uno stato laico dove esiste la tutela dei diritti. Eppure quanti di essi vengono puntualmente calpestati dal libero arbitrio?? e non è la stessa volontà che ci fa padroni della vita e ci fa credere di poter essere degni sostituti della natura?? come ovvio rispetto le tue idee, è chiaro che sono frutto di una sensibilità spiccata e di profonde riflessioni, ma non potrò mai condividere lo zelo con cui si vuole creare una palesazione civile a ciò che è contro natura. comunque anche io attrezzerei immediatamente una macchina e lasciando stare grignani e le sue destinazioni artificiali, opterei per direzione Panormous…
    p.s. e dalle co sti nazisti!!!capisco che cori come “vincere, vincere vincere e vinceremo in terra, cielo e mare…” o le nostre teste rase abbiano sollecitato il tuo spirito. ma di certo non è questa la volontà a cui mi riferivo!!
    Perdona ancora la mia vocazione ma sinceramente il paragone tra il Cristo e Pirandello è improponibile, scusa tanto

  9. Ugo says:

    Mi sà che siamo andati fuori tema di tantissimo uagliò….
    Per cui continuiamo il discorso riprendendo dall’Amore (20 la bocca 30 l’amore….) mentre andiamo a fare una visita a Sua Eccellenza per discutere di un pò di cose.
    Però grignani lo ascolterei… almeno un falcò a metà con te lo vorrei cantare…
    In effetti il problema principale erano i barili di petrolio le royalties e la nostra terra…
    Io ho citato la Questione Meridionale perchè non ci possiamo mettere quì a discutere perchè sono bassi i nostri profitti; saranno stupidi i nostri politici saremo noi che li votiamo sarà la musica che gira intorno quella che non ha futuro… o siamo sempre noi che in questi casi ci lamentiamo gridiamo allo scandalo il petrolio è nostro e ce lo gestiamo noi…. e gestiamocelo noi e basta senza vittimismi altrimenti come ci siamo pigliati le cattedrali nel deserto da decenni ci pigliamo pure questo. Non possiamo dettare noi le regole perchè siamo pochi e abbiamo poche risorse e non siamo autonomi per fare niente per cui anche quelle che c’abbiamo ce le sfruttano, ma non è una storia nuova e certi comitatismi anti anti di adesso mi fanno solo sorridere come mi fecero sorridere i lucani a Scanzano… capaci solo di ragionare con la logica del “non nel mio giardino”.
    Pirandello non faceva miracoli ma lo preferisco essendo agnostico e mi riferivo all’aspetto filosofico del messaggio messianico, sò bene che Luigi non è risorto e non sono state fondate Chiese ma abbiate la pazienza e la decenza di rispettare chi si ispira ad altro… senza per questo dover far notare che stiamo parlando del figlio di Dio, perchè questo è vostro diritto pensarlo ma non è certezza, è fede e chi ce l’ha dovrebbe sempre tenere presente che potrebbe sbagliarsi, altrimenti nascono i famosi fondamentalismi…
    Puoi parlare d’amore quanto vuoi ma se la vita è tutta una commedia e noi interpretiamo solo il ruolo che ci sembra più comodo allora dove stà e che cos’è la verità?

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