Happy new year, Palestine

Prendete questi teschi e moltiplicateli per quattro. Avrete come risultato il numero dei morti ammazzati oggi dagli israeliani nella Striscia di Gaza. I feriti sono 295. Donne, vecchi, bambini, civili.

Il 27 gennaio il mondo celebrerà ancora una volta “la giornata della memoria”, in ricordo delle vittime dei campi di prigionia tedeschi della Seconda Guerra Mondiale.

Leggendo le notizie di questi giorni abbiamo come l’impressione che gli unici ad aver perso la proprioa memoria siano proprio i soldati d’Israele, autori di questo atroce olocausto dei nostri giorni.

3 comments

  1. Ugo says:

    I soldati d’Israele ricevono ordini, così come i soldati di Hitler; la memoria dell’Olocausto è necessaria, come lo sarà il ricordo un domani di tutti questi morti palestinesi voluti dalla scelta del martirio, dalla scelta di non dare valore alcuno alla propria vita in nome di un ideale patriottistico, in nome forse di ragioni storiche condivisibili… ma cosa sarebbe il mondo oggi se tutti rivendicassero le proprie ragioni storiche proponendo come metodo di lotta il martirio…
    Purtroppo di fronte alla strategia di Hamas… qualunque paese al mondo qualunque colpa abbia risponderebbbe più o meno così… una volta erano altri ad uccidere dieci avversari quando ne veniva toccato uno, oggi ancora una volta e da decenni le reazioni israeliane sono quello che sono e sparsi nel mondo ci sono quelli come te che sfruttano i cadaveri provocati dai fanatismi di chi certamente ha delle ragioni (ma sbaglia nel modo di farle valere) ma che ha già deciso che non potrà avere giustizia e pertanto ha scelto il martirio la morte eroica pur di far soffrire il nemico. Con l’atteggiamento di Hamas non se ne esce, l’atteggiamento di Israele non è mai stato e non sarà mai meno cruento, non è mai stato questo il problema, il problema è che Israele potrebbe radere al suolo Gaza o la Cisgiordania e non lo fa, potrebbe decidere di uccidere tutti i palestinesi come Hitler decise di fare con gli ebrei e non lo fà, Israele non sà che fare perchè il suo nemico ha già scelto che non c’è storia, ha già scelto di aver perso ed è mosso solo dalla lucida cattiveria di chi in fin di morte cerca di uccidere anche l’avversario, o di fargli male più che può. Questo l’errore di fondo, questa l’inutile piagnisteo di chi come te mostra la morte, i teschi, solo da una parte, e fa paragoni inconcepibili, forse proprio da chi ha tutti gli strumenti per valutare serenamente cosa succede, forse da questa parte dovremmo evitare di fare confusione, di alimentare odi, e dovremmo cercare di guardare al futuro sperando che questo conflitto finisca al pìiù presto, prima che muoiano tutti i palestinesi, per intenderci, il resto sono solo slogan e aberrazioni storiche, ipocriti raduni in teatri caldi per fare finta di sentirsi solidali e indignati poi di fronte ad eventi che non si capiscono. E tutto questo non è meno grave della immutata corruzione esistente dentro e fuori i palazzi della nostra italietta, da sempre, niente e nessuno escluso.
    Forse è più utile ascoltare attentamente ciò che dice di notte in televisione (consorzio nettuno docet) un qualunque premio nobel per la pace (il 2006 va bene) su come dovremmo essere capaci di prevedere il futuro sul fissare obiettivi (come l’eliminazione della povertà prima al 50% poi del tutto, prima in Bangladesh poi in tutto il mondo) anzichè illudersi di sentirsi buoni e solidali per fare l’elemosina mentre si continua a consumare e a indurre agli stessi consumi l’emergente terzo mondo. Si può fare tutto, ma bisogna scegliere le cose giuste, in Bangladesh i cicloni fanno meno vittime di una volta e questo solo perchè si è affrontato il problema ma l’obiettivo è che chi vive un metro sotto il livello del mare non debba mai più morire a causa dell’acqua, e basta volerlo, per riuscirci.

    FREEDOM !

  2. vic says:

    Ugo,
    mi duole sentirti invocare la parola libertà a chiusura di un’invettiva bieca e miope.
    la disinformazione che permea le tue parole, la parzialità che muove i tuoi giudizi sono caratteristiche che mal si sposano con la parola libertà.
    per tua informazione, in nome della libertà di pensiero e di azione, tante volte i riservisti israeliani si sono rifiutati di compiere attacchi che i loro capi gli avevano ordinato.
    in nome del rispetto della vita altrui, spesso dimenticato da israele, in nome del rispetto delle convenzioni internazionali (sempre per tua informazione ti ricordo Sabra e Shatila, tra i tanti massacri) ci sono persone degne che contravvengono agli ordini impartiti.
    Parli di scelta del martirio…credi che sia davvero tale? pensi che crescere in un paese circondato da una rete che un altro paese ha eretto faccia crescere buoni, dolci e mansueti? o pensi che crescere costretti fomenti solo odio e rabbia? lo comprendi questo? comprendi che l’uomo nasce libero e la costrizione della sua libertà ad opera di terzi sia una mortificazione, più di un’aberrazione, una tortura fisica e psicologica che forse un giorno porterà a compiere una scelta”, come tu la chiami……
    fin qui….

    l'”elemosina”, come la chiami tu…diceva Fëdor Michajlovič Dostoevskij che “l’elemosina offende prima di tutto chi la fa”, ed aveva ragione.
    Purtroppo è sempre la disinformazione a tradirti: nel caldo di quel teatro si è fatto ben altro che elemosina, ed era scritto a chiare lettere, forse non nei tuoi occhi.
    Tu credi che Muhammad Yunus, da te erroneamente citato, abbia creato la banca dei poveri per fare elemosina?
    certo che non lo credi, ma quello che ti sfugge è che il Nobel per la pace non ha fatto altro che muovere anche dal “basso” gli sforzi per realizzare l’uguaglianza.
    Quanto è stato fatto anche in quel teatro da gente “nobile”.

    In nome della libertà, stavolta si, possiamo nominarla davvero, la LIBERTA’.
    vittorio

  3. Ugo says:

    Vittorio, ai soldati che disertano o obiettano ti contrappongo l’80% degli israeliani che è oggi con il suo esercito…
    Il passato non conta devi misurarti con i razzi che arrivano alle fermate degli autobus delle città che circondano Gaza, e poi capirai forse perchè Israele reagisce in quel modo come gli è già capitato in passato, erige muri (tu hai la porta blindata a casa?) così come si “faceva” una volta tra tifoserie avversarie…
    Essere privati della libertà non comporta necessariamente il martirio. Ti ricordo Gandhi e il popolo indiano. Una cosa è dare la propria vita per una causa anzi dimostrare all’avversario che non può contare sul farti fuori…. altro è essere disposti a perderla pur di far male al nemico, perchè il nemico a quel punto non può fare altro che tentare di impedirti in tutti i modi di agire in quel senso.
    Purtroppo da quando sono nato ho visto solo kefie in giro tra i giovani e non solo. Miope lo è chi non capisce che vengono messi i bambini in prima fila e nei possibili obiettivi militari per enfatizzare le tragedie, e questo non è civile neanche in una guerra. Ti ricordo che esiste modo e modo di fare la guerra e non stò certo difendendo “certe” armi usate da Israele forse in alcune occasioni. Tieni presente che se potesse Hamas distruggerebbe tutta Israele con qualunque arma e non è bello convivere e dialogare in questo stato di cose.
    E ti stò parlando solo di oggi è inutile parlare di ragioni storiche che possono indurre a ribellarsi, questo non è in discussione, non lo è mai stato.
    Secondo te chiunque abbia la libertà limitata deve distruggere chi gliela limita?
    Tu , come Giuseppe, con questo atteggiamento, con i teschi… fate lo stesso ragionamento di Hamas, e allora non serve a niente che i coloni lascino i territori occupati non serve ragionare conta solo distruggere Israele e queste sono le conseguenze.
    La miopia è tua, è vostra, e lo dimostra il fatto che non siete d’accordo sul concetto di elemosina.
    Uno dice che dare all’altro è un gesto nobile tu ora citi chi dice il contrario…
    Io ho citato chi ha fatto non semplice elemosina, ma ha una idea ben precisa di come deve svilupparsi il mondo l’ha già messa in pratica (il microcredito non è elemosina ma è una normale gestione del credito, non come fanno le banche che ti danno 0,5 se gli presti i soldi e vogliono 10 se a prestarli sono loro) e ha veramente poco a che vedere con il fare collette per risolvere un problema tornandosene poi nelle proprie proprietà deponendo le proprie pellicce e i capi firmati in attesa dei saldi dopo aver speso le loro tredicesime in via pretoria… ma per favore!

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