Di cosa parliamo quando parliamo di “destra”

La destra ha dimenticato che il suo vero nemico è il denaro, e che di conseguenza avrebbe dovuto mettersi alla prova come alleata oggettiva di tutti coloro che contestano il sistema che sul denaro si fonda, e invece è passata per gradi dalla parte di quel sistema. Era attrezzata meglio di chiunque altro per difendere, riformulandoli, valori anti-utilitaristici di gratuità e disinteresse, e a poco a poco si è convertita all’assiomatica dell’interesse e alla difesa del mercato.

Parallelamente, è caduta nel moralismo, nel militarismo, nel nazionalismo, che altro non è se non un individualismo collettivo già condannato, in quanto tale, dai primi controrivoluzionari. Il nazionalismo l’ha fatta cadere nella metafisica della soggettività, malattia dello spirito sistematizzata dai moderni, facendole perdere nel contempo la nozione di verità. Avrebbe dovuto essere il partito della generosità, della “common decency”, delle comunità organiche, e invece troppo spesso è diventata il partito dell’esclusione, dell’egoismo collettivo e del risentimento. Insomma, la destra si è tradita da sola quando ha iniziato ad accettare l’individualismo, il modo di vita borghese, la logica del denaro, il modello del mercato.

[A. d Benoist]

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *