British Job for British Workers

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Da qualche giorno i lavoratori inglesi sono scesi in piazza per protestare contro l’assegnazione di un appalto ad una azienda italiana (la siracusana Irem, di Mario Saraceno) nel Lincolnshire.

Non fa una piega. I giornali continuano a chiamare “razzismo” e “intolleranza” la più elementare delle richieste del popolo dei lavoratori inglesi: avere diritto d’accesso per primi all’offerta di lavoro del proprio paese.

Certo. Se non che i nostri simpatici amici rubicondi dimenticano che le loro imprese hanno imperversato e imperversano su tutto il nostro territorio nazionale, in primis in Lucania, dove società anglo-sassoni attingono indisturbate, a costi irrisori, ai nostri pozzi petroliferi da ormai più di dieci anni. Ve l’immaginate una manifestazione del genere in Val d’Agri?

La crisi è una brutta bestia, è vero. Ma se dovesse essere utile agli italiani a capire quale è la vera indole che si cela dietro quella facciata di tolleranza che gli inglesi hanno costruito negli ultimi sessant’anni, sarebbe un male meno amaro.

Provate a guardare i filmati che girano su Internet. Troverete brutti ceffi che esprimono il loro odio, attraverso i loro volti segnati dalla bruttezza che li attanaglia sin dalla nascita. Visi grigi che conoscono il sole per pochissime ore l’anno. Corpi deformati dall’alcol e dai divani delle loro living room, sguardi spenti da SKY e dagli ingenti quantitativi di stupefacenti chimici che girano da quelle parti. E dietro a tutto questo, le loro Union Jack. Le stesse che la nostra gioventù sfoggia sui propri giacconi, sulle proprie Mini e talvolta anche sulla propria pelle.

Hanno esportato bruttezza per anni in tutto il pianeta e adesso sono tornati a difendere la loro isola inospitale. Che questa crisi possa essere davvero di screzio alla perfida? Noi preghiamo perché questo accada.

4 comments

  1. Fester says:

    “Corruzione dilagante. Sperperi incontrollati. Ricche consulenze indebite nella pubblica amministrazione. Opere edilizie incompiute. Uso sconsiderato dei prodotti finanziari derivati da parte degli enti locali. Truffe nei settori della spesa farmaceutico-sanitaria, dello smaltimento dei rifiuti e dei contributi comunitari”. Salinari, questa Italia è indifendibile!

  2. admin says:

    E chi la difende? Non tocca a noi difendere il paese che “loro” hanno creato. Tocca a noi prenderne le redini. Tutt’al più possiamo difenderne l’identità, la storia, la genetica.

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