L’addio di Walterino

Visioni diametralmente opposte: lui guarda alla “stagione del riformismo” come alla panacea di tutti i mali del paese; come se la nostra classe dirigente fosse mai stata in grado di proporre migliorie al sistema socio-polico ed economico. Noi guardiamo alla Tradizione, come luogo nel quale andare a recuperare valori e verità, che abbiamo , ma che non sappiamo più di avere.

Se io resto chiuso in una stanza con una vetrata sporca di fango, i raggi del sole non siusciranno ad entrare. Se con uno straccio tiro via il fango dalla vetrata, il sole tronerà ad illuminara me e la stanza. In quel momento non avrò inventato, formato o riformato il sole, l’avrò semplicemente riscoperto.

L’Italia non ha bisogno di guardare altrove o inventare chi sa cosa. L’Italia, e l’Europa tutta, hanno bisogno di guardare dentro se stesse, riscoprire la nobiltà della propria cultura, la forza del proprio intelletto, gli insegnamenti dei padri, la Tradizione.

4 comments

  1. angelo says:

    Assolutamente giusto, il valore della tradizione, sempre che ognuno di noi ne riesca a riconoscere la ricchezza, resta il punto di riferimento del nostro vivere quotidiano. Fa parte di un sistema di valori …(…mi ricapita di praticare la Sociologia…grande Salinas, grazie!) che rende significativo un vissuto che potrebbe correre il rischio di un effetto “copia-incolla”.
    I processi di cambiamento e di sviluppo sociale testimoniano però una tendenza, a volte l’obbligo, di condivisione del nostro sistema di valori, della nostra tradizione, con i molteplici e differenti aspetti di valori e tradizioni altrui. Il sano ed il rispettoso confronto degli stessi porta dinamicità alle relazioni affettive e amicali. Avere questa tendenza anche nella condivisione di un quadro di riferimento fondato sul diritto, sulle libertà personali, sulla coscienza civile, sulla tolleranza, sul rispetto di qualsiasi codice normativo legato e conforme al territorio porta la medesima dinamicità ad ogni gruppo sociale che si definisca democratico. Asfaltare la strada a tutta questa dinamicità per me vuol dire rendere un percorso di cambiamento, oggi impossibile da interrompere, patrimonio condiviso e non occasione costante di conflitto.
    Ostacolare questo tipo di processo irreversibile significa, partendo dal primo assunto, blindare la propria tradizione, privarsi della conoscenza propedeutica al cambiamento, limitare la crescita solo ad alcuni aspetti, i più rassicuranti.
    Nel tono e in alcuni aspetti della visione politica di Walter Veltroni io ho intravisto questo pensiero, e l’ ho condiviso.
    Dalla visione poi si passa ai comporamenti, agli atti, all’operato e qui possiamo divertirci nel riscontrare fiumi di incoerenze. Riformismo contro tradizione?…io dico che la storia ci insegna qualcosa, i nostri padri ci hanno insegnato qualcosa e per fortuna nostra continuano a farlo, la sintesi può aiutarci a rendere unico il presente e a sorridere pensando al futuro.
    Trasferire tutti questi miei pensieri in un ambito politico, come quello rappresentato nel nostro amato paese, mi pare però incongruente, in quel contesto pensieri ed azioni rispondono a logiche che riescono soprattutto ad impoverire animo e dignità.

  2. admin says:

    Riscoprire la Tradizione significa scandagliare i valori fondanti di una cultura e di un popolo. Essi, i valori, non sono e non possono essere soggetti ad alcun tipo di sintesi, contaminazione o inquinamento. Essi sono archetipi primordiali, ben più saldi e radicati delle cuture, quali che esse siano. Gli antichi greci, dai quali discende il colosseo così come il telefonino, le catacombe come l’Ipod, nel momento della difficoltà per la propria cultura e la propria civiltà, si sono stretti intorno ad un oracolo, grazie al quale i persiani sono stati ricacciati fuori dall’Europa; e grazie al quale tu oggi non hai una tunica colorata, hai le fognature che portano alla tua bocca l’acqua potabile, e non preghi in ginocchio tra volte al giorno. L’oracolo, di origine divina, non elagiva consigli, ma ordini. E così è stato per gli antichi romani, per i germani, i galli, così è stato a Lepanto nel 1571 e così via. Tu stesso – ti ho visto io – quando devi dirigere un lavoro per portarlo a buon fine, non chiedi cortesie, cosigli o opinioni: impartisci ordini. Come è giusto che sia.
    Mutatis mutandis, potremmo affermare che, in questo momento di sbandamento e confusione, in questi anni di profonda debolezza, uno sguardo rivolto alla Tradizione potrebbe rappresentare l’unica via di scampo dalla decadenza e dal declino della nostra civiltà. Civiltà che – sia chiaro – è sempre stata esempio di integrazione, apprendimento e tolleranza. Oggi purtroppo abbiamo le ronde e la caccia al rumeno. Ma io confido – e in questo sono più che ottimista -nel nobile sangue dell’Europa che ancora scorre nelle arterie profonde di questo meraviglioso continente. Io confido nella forza della Tradizione, non in Simon e Garfunkel.

  3. Fester says:

    I Lucani si consolano con gli archetipi primordiali della salsiccia e del pecorino con i denari dell’Europa dal sangue nobile. It’s okkey!

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