Month: March 2009

Antony and Johnsons

Ovvero,  di fronte alla Bellezza la Morale deve saper portare pazienza.

 La canzone in oggetto, in particolare, è dedicata a Boy George.  Non crediamo ci sia molto altro da aggiungere.

Così è la vita.

Meno male che Fini c’è

Eugenio Scalfari su La Repubblica:

Nel secondo giorno il congresso del Popolo della libertà ha cambiato faccia con il discorso congressuale di Gianfranco Fini. Non sembri una sviolinatura al “compagno” Fini, premio di consolazione ai disagi della sinistra, ma è invece un’analisi oggettiva d’un intervento degno di un uomo politico che ormai ha acquisito lo spessore d’un uomo di Stato.
Gran parte di quel discorso Fini l’aveva già pronunciata al congresso di scioglimento del suo partito pochi giorni fa, ma averlo ripetuto al congresso del nuovo partito in presenza del suo re incoronato e del suo pubblico devoto e osannante è un atto di coraggio che non si può sottovalutare.

Il finale a sorpresa l’ha introdotto con una citazione latina: “In cauda venenum”. E poi: “La legge che avete votato al Senato sul testamento biologico è una cattiva legge, lede i diritti di libertà. So di essere in minoranza su questa questione e sul mio concetto di laicità dello Stato, ma mi auguro che ci ripensiate”.

Questo sì, questo no!

Le patriotisme/ Le chauvinisme
Le pardon/ La complaisance
L’absinthe/ L’hashish
Les anti-utilitaristes/ les antifas
L’ivresse/ La défonce
L’autogestion/ Les stock-options
Les droits de l’enfant/ Le droit à l’enfant
La randonnée/ Le tourisme
La fierté/ L’égotisme
Les veillées/ Les discothèques
Les commerçants/ Les commerciaux
Le rock’n roll/ La tecktonik
Les écologistes/ Les Verts
Renaud Camus/ Guillaume Dustan
La courtoisie/ La flagornerie
L’Europe/ L’union européenne
Les paysans/ Monsanto
Benoît XVI/ Sarkozy
L’Ordre/ La ploutocratie
Le mérite/ Le copinage
Le sport/ Les JO
Les indiens/ Les casinos
Les compagnons du devoir/ Les étudiants de Sciences-po
Klaus Kinski/ Vincent Lindon
Les hussards/ Les dandys
Les tribunes/ Le foot
Le rugby/ Les calendriers
La gastronomie/ Le fooding
Proudhon/ Lénine
Le principe monarchique/ les fins de race à particules
La neige et le froid/ Quand ça dure 8 mois
Le train/ La voiture
L’autonomie/ Le salariat
Albator/ Dragon Ball Z
Le service public/ la bureaucratie
Montherlant/ Le nouveau roman
La sensibilité/ Le sentimentalisme
Les feux/ Les néons
La pauvreté/ La misère
L’élégance/ Le snobisme
Les livres/ Les E.book
Les bistrots/ Les lounge
Choisir notre servitude/ La liberté abstraite
Marguerite Yourcenar/ Marguerite Duras
Les anti-mondialistes/ Les alter-mondialistes
Le petit Jésus/ Ceux qui l’oublient tout en portant le symbole de son sacrifice autour du cou
La grande vadrouille/ Bienvenu chez les Ch’tis
Les basques/ L’ETA
La phalange/ La droite
L’humour/ Les comiques
Le pâté Hénaff/ le KFC
La bouffarde/ Le cigare
Les soldats/ Les flics
Les militants/ Les poseurs
La radicalité/ L’extrémisme
Nos femmes/ les féministes
Le musée d’Orsay/ le centre Pompidou
Clint Eastwood/ Sean Penn
Les acadiens/ les floridiens
L’adoption/ La fécondation in-vitro
Aimer/ Devoir tout aimer

Pirandello

“Eccellenza, sento che questo è per me il momento più proprio per dichiarare una fede nutrita e servita sempre in silenzio. Se l’ Eccellenza Vostra mi stima degno di entrare nel Partito Nazionale Fascista, pregierò come massimo onore tenermi il posto del più utile e obbediente gregario. Con devozione intera.” [Luigi Pirandello – telegramma a B. Mussolini, 1924]

A maggio Spike Lee aveva accusato Clint Eastwood di essere razzista, per non aver inserito soldati afroamericani nei film sulla battaglia di Iwo Jima. Un’accusa che trova finalmente conferma in Gran Torino, l’ultimo capolavoro del regista americano. Eastwood interpreta un vecchio reduce della guerra in Korea: una figura lineare e complessa al tempo stesso. Una sublime chiave interpretativa del razzismo nel suo senso più profondo.

Su le mani

Dopo un lungo e democratico dibattito fra sondaggisti, il Pdl ha infine deciso le modalità con cui, a fine mese, sceglierà il suo leader fra Silvio e Berlusconi. Niente acclamazione con petardi e putipù, come avrebbe preteso l’ala critica del partito. Scartata anche la genuflessione, causa problemi tecnici (i tailleur delle delegate). Si procederà per alzata di mano: vietato usarne più di tre a testa, e questo per scoraggiare il mercato delle protesi. Lascia perplessi il basso profilo della scelta adottata. La «ola» avrebbe garantito una resa assai migliore nei telegiornali della sera. Per non parlare del «trenino» e della macarena, perfettamente in linea con la cultura egemonica: il villaggio-vacanze.

L’idea di fingere un’elezione vera, raccogliendo i voti anche per un rivale fantomatico a cui attribuire un 10 per cento di bandiera, è stata scartata perché noiosa e infatti già utilizzata da Franceschini nella recente pantomima del Pd. Ammainata a malincuore anche l’ipotesi dell’incoronazione nella cappella di Arcore dopo il rifiuto dei vescovi lefebvriani di partecipare alla cerimonia (che noiosi, non fanno che negare e negarsi su qualsiasi argomento), restava l’ipotesi di un karaoke sulle note del tormentone festivaliero di Arisa: «Silvio Pascià – è un elemento imprescindibile – per una coalizione stabile – che punti all’eternità». Ma pare sia stata bocciata dall’unica forma di democrazia ancora concessa alle masse: il televoto.

(Massimo Gramellini – La Stampa)

Thayaht

Scultore, pittore ed orafo, Ernesto Thayaht fu un artista estremamente eclettico ed innovatore, un antesignano di nuove sensibilità. La sua opera si distingue per le linee e le forme sintetiche, che attraverso una precisa geometria esprimono una squisita eleganza.

Lezioni di democrazia (1)

La democrazia americana è la democrazia più osannata del pianeta. I neo-liberal nostrani non fanno che riempirci la testa su quanto avremmo da imparare da loro in fatto di efficacia democratica e buon senso politico e sociale.

Abbiamo deciso dunque di attingere dalla rete alcune perle di democrazia, tolleranza e buon senso, offerte dai nostri cugini d’Oltreoceano.

Lezione n. 1

Una vera democrazia ha forze dell’ordine razionali, gli uomini della legge sorvegliano e proteggono.

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