A maggio Spike Lee aveva accusato Clint Eastwood di essere razzista, per non aver inserito soldati afroamericani nei film sulla battaglia di Iwo Jima. Un’accusa che trova finalmente conferma in Gran Torino, l’ultimo capolavoro del regista americano. Eastwood interpreta un vecchio reduce della guerra in Korea: una figura lineare e complessa al tempo stesso. Una sublime chiave interpretativa del razzismo nel suo senso più profondo.

2 comments

  1. pak says:

    Del filone razzista condivido quanto dici. L’ispettore Callaghan è tornato parecchio incazzato e non solo perchè non ci sono più americani che acquistano auto made in usa (come la Gran Torino, la stessa dei mitici Starsky&Huch) e tranne per la stronzata, a fine storia, del testamento (quello davvero made in usa) è il miglior film visto dall’inizio dell’anno…

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