Una confortevole, levigata, ragionevole schiavitù

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Nel nostro paese la Storia subisce ogni giorno uno svisamento. Questa è la ragione delle nostre scissioni, dei conflitti, delle stagnanti paure che tengono l’Italia al palo.

Da sempre cacciatori di frodo hanno individuato nel patrimonio pubblico della lingua italiana parole adatte ai loro interessi: le hanno marchiate con contrassegni privati e rimesse furtivamente in circolazione nella società. Così è avvenuto per vocaboli come “libertà”, “liberazione”, “socialismo”, “comunismo”, “fascismo”, “resistenza”, “servizi segreti”, “sicurezza”, “ricchezza”. Parole espropriate del loro valore ideologico e semantico e riempite di una gamma di connotazioni vaghe ma controllabili.

Suggestioni pronte per l’uso, espressioni atte a richiamare determinati riflessi condizionati, da manuale. Un linguaggio fatto di schemi preconfezionati che ha alzato una fitta nebbia sulla storia recente dell’Italia e degli Italiani. Una nebbia che ha fatto perdere la naturale rotta alla nostra nave, che anziché viaggiare verso il Mediterraneo, verso il neo ruralismo biologico, la comunità e la famiglia, veleggia a fatica, senza una rotta, tra i flutti di un liberismo malconcio, che sta facendo a pezzi gli italiani.

Una nebbia che ha tolto l’anima alla nostra nazione e ha messo le catene al nostro popolo. Che ogni giorno toglie un piatto di pasta per far spazio al sushi, ai surgelati ed ai kebab; che ha cancellato il solidarismo per far spazio alla Lega. Una nebbia che corrode i municipi – struttura ossea del Paese – per far largo alle New Town; che ammazza le botteghe a vantaggio degli ipermercati e dei centri commerciali; che tarpa le ali alla fantasia degli artigiani per favorire il prodotto seriale. Un male che toglie spazio all’Uomo per far largo alle merci.

E questa leggera brezza di crisi potrebbe diventare il vento del cambiamento, se solo gli italiani riuscissero a destarsi da questo torpore che rattrappisce le loro menti. Se solo questo popolo meraviglioso riuscisse a distogliere lo sguardo dalla Grande Bugia, per tornare a strabiliare il mondo con le proprie intuizioni, la propria fantasia, la propria volontà.

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