25 aprile

Dal Corriere on line

Il corteo, organizzato dalla Rete antifascista metropolitana e partito da Porta San Paolo, si è concluso a piazza Vittorio, dove in centinaia si sono sdraiati a terra, altri hanno ballato a ritmo di musica. Sui cancelli del parco alcuni giovani hanno appeso uno striscione con disegnati falce e martello e con scritta «Memoria, conoscenza, coraggio e resistenza».

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All’ombra della falce e martello e delle danze della “Rete Metropolitana” siamo evidentemente tutti più tranquilli e più liberi.

Dalle memorie di Piero Pasini:

Gridelli Aurada aveva da poco passato i venti anni e proveniva da una famiglia poverissima di Portafiume. Accusata di essere «spia dei fascisti», prima del passaggio del fronte aveva seguito il suo uomo al nord. Rientrata, incinta, al termine delle ostilità fu subito riconosciuta e linciata. Per questo fatto esiste la testimonianza di Montesi Maria: «Mi trovavo a passeggiare nel parco della Rocca assieme al mio fratellino non ho mai dimenticato la scena. Una giovane donna giaceva supina sull’erba Era crivellata da minuscole ferite, come se le avessero sparato anche con pallini da caccia attorno a lei c’era una decina di giovani armati e non, che discutevano animatamente uno voltandosi verso l’uccisa le sputò in faccia anche gli altri presero a sputare ripetutamente su quei miseri resti un militare alleato, forse inglese, si tolse di tasca il fazzoletto e lo pose sul volto dell’uccisa».

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