Titani

Nel nostro mondo, in cui s’è sviluppata oltre misura la Prudenza, le persone tendono ad evitare ogni rischio. Da quelli imprenditoriali, a quelli fisici, a quelli politici, fino alle correnti d’aria. Nel bel mezzo di uno stato assistenziale, con le assicurazioni, le mutue, le previdenze e le nercosi d’ogni natura e genere, ogni tanto capita di incrociare “tipi umani la cui pelle sembra conciata a cuoio e lo scheletro fuso nel ferro”.

Un’ora trascorsa con questi titani può valere un anno di tempo trascorso tra le persone comuni. Lo sprezzo del pericolo vissuto con grande calma è spesso una prerogative per riconoscerli. Sia esso un pericolo che mette a repentaglio il fisico, la reputazione, la morale, il danaro.

Quasi sempre queste persone hanno i tratti di chi, affrontato il nichilismo e la décadence del loro secolo, riesce a guardare il sole che splende “oltre la collina”. La generale nevrastenia reclama la loro esistenza e il loro sole illumina il nostro cammino.

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