Spiritualità della montagna

E’ possibile che gli Antichi, i quali ignoravano l’alpinismo, ovvero ne conoscevano solo forme rudimentali, e quindi avevano dinanzi la montagna secondo i caratteri di una reale inaccessibilità e inviolabilità, appunto per questo furono portati a sentirla secondo il carattere di un simbolo e di una trascendente spiritualità. Oggi che la montagna è materialmente conquistata e poche sono le vette che ancora l’uomo non ha violate, è importante far sì che questa conquista non si equivalga ad una profanazione e ad una «caduta» di significato. Per questo, è essenziale che le nostre nuove generazioni poco a poco giungano ad elevare l’azione al valore di un rito, che poco a poco esse riescano a ritrovare quel punto trascendente di riferimento, attraverso il quale le vicende di ardimento, di rischio e di conquista, le discipline del corpo, della sensibilità e della volontà fra l’immota e simbolica grandezza montana, assurgano al valore di vie per la realizzazione di ciò che nell’uomo sta di là dall’uomo, epperò ricevano la loro più alta giustificazione nei quadri del nuovo moto ascendente e spiritualmente rivoluzionario della nostra stirpe. [J. Evola]

One comment

  1. angelo says:

    Tu comunque preferisci calarti dal cielo….invece che scalare cime tempestose….quanto m’è mancata la montagna quest’anno…me sa che agosto me tocca na scampagnata sulle dolomiti…Sella Ronda estivo…ci sei?

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