Divisioni

L’elemento comune dell’Italia contemporanea è che è divisa perennemente in due. Le classi dirigenti, nazionali e locali, sono composte da persone che vogliono conoscere due sole categorie: noi e gli altri. Gli altri sono il male, noi siamo i buoni. Una visione che ha il suo retaggio in un’impostazione culturale rancorosa e mendace, che ha allevato intere generazioni all’ombra della bugia. “Chi non è con noi è contro di noi”: il che significa che non esistono più i terzi, non è più possibile alcuna conciliazione con il nemico. Quello che scompare è la dimensione dell’obiettività, quella che rifiuta l’esteriorità demoniaca. Questa è la dimensione della quale vanno a caccia le fazioni scatenate. E questo è tanto vero a livello locale, quanto a livello nazionale e internazionale. Diceva Albert Camus: “viene sempre un momento nella storia in cui chi osa dire che due più due fa quattro viene punito con la morte”.

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