Archivio per February, 2010
Etica 2
In epoca moderna si contrappongono due diverse dottrine: un’e. utilitaristica e un’etica del dovere. La prima venne inizialmente definita da T. Hobbes e poi sviluppata da J. Bentham e J.S. Mill: l’individuo raccoglie una serie di impressioni piacevoli e spiacevoli, che, in base alla loro qualità di piacere, diventano il metro delle azioni. Ma questa [...]
Postato: February 23rd, 2010 da sostanza politica sferzante.
Commenti: none
Etica 1
La discussione etica ebbe origine nella Grecia antica con i sofisti, che sostituirono all’idea di norme oggettive, dettate dalla religione o dal costume, quella di leggi poste dall’uomo, e quindi riconducibili ai suoi bisogni e ai suoi vantaggi. Socrate si oppose a questa impostazione relativistica e cercò di individuare alcuni principi universali. L’ispirazione antirelativista tornò [...]
Postato: February 23rd, 2010 da sostanza politica sferzante.
Commenti: none
Volontà per dilettanti
Volere è potere: il dogma del nostro tempo. “Impossible is nothing”.
Troppa gente che “vuole”, piena solo di volontà. Una volontà che non ha nulla a che vedere con quella di Nietzsche o di Kant, ma è una tenacia sordida, colma di ambizione. Troppi incapaci che bramano di affermarsi e ci riescono, senz’altre attitudini o prerogative [...]
Postato: February 8th, 2010 da così vanno le cose.
Commenti: 2
Advertising
La pubblicità è la scienza di bloccare l’umana intelligenza, quanto basta per ricavarne denaro.
Postato: February 4th, 2010 da sostanza politica sferzante.
Commenti: none
Friedrich Nietzsche e il lavoro
Il lavoro si è ormai assicurato di avere tutta la “buona coscienza” dalla sua parte: la propensione alla gioia si inizia a chiamare “bisogno di riposo” e si inizia a percepirla come qualcosa di cui vergognarsi. “Bisogna pure pensare alla propria salute” così si scusano coloro colti in flagrante delitto di essersi concessi una gita [...]
Postato: February 4th, 2010 da sostanza letteraria sferzante.
Commenti: none
Emil Cioran e il lavoro
Gli uomini lavorano generalmente troppo per poter
ancora restare loro stessi. Il lavoro: una maledizione
che l’uomo ha trasformato in volontà. Operare con
tutte le proprie forze per il solo amore del lavoro,
estrarre gioia da uno sforzo che non conduce a nulla
se non al raggiungimento di obiettivi senza valore,
stimare di non potersi realizzare in nessuna maniera
che sia altra [...]
Postato: February 4th, 2010 da sostanza letteraria sferzante.
Commenti: none