Friedrich Nietzsche e il lavoro

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Il lavoro si è ormai assicurato di avere tutta la “buona coscienza” dalla sua parte: la propensione alla gioia si inizia a chiamare “bisogno di riposo” e si inizia a percepirla come qualcosa di cui vergognarsi. “Bisogna pure pensare alla propria salute” così si scusano coloro colti in flagrante delitto di essersi concessi una gita in campagna. Sì, potrebbe ben darsi che si arrivi a non cedere più all’inclinazione per la vita contemplativa (cioè all’andare in giro con i propri pensieri e con i propri amici) senza senso di colpa e disprezzo per se stessi.

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