L’aria delle cime

Le terre alte e le vette appaiono come un mondo ‘altro’ rispetto alle bassezze delle pianure e delle città. La montagna esige un comportamento o, meglio, uno stile che si contrapponga a quello cittadino della civilizzazione contemporanea. Innanzitutto “la castità della parola e della espressione. La montagna insegna silenzio. Disabitua dalla chiacchiera, dalla parola inutile, dalle inutili, esuberanti effusioni. Essa semplifica e interiorizza”. Poi “la disciplina interna, il controllo completo dei riflessi” che mira ad una “concentrazione lucida conforme allo scopo”. E, infine, l’alta montagna è luogo propizio al manifestarsi dell’impersonalità attiva in quanto “ci abitua ad un’azione, che fa a meno degli spettatori, di un eroismo che rifugge dalla retorica e dal gesto”.

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