La plastica e l’acciao.

« […]Ai tanti che hanno scoperto l’America con cinquecento anni di ritardo, le nostre felicitazioni. Ognuno ha l’immaginario che si merita. Non ne possiamo più della disco, del funky, del rap, delle luci colorate, non ne possiamo più delle onde non onde; non ne possiamo più del jazz, del reggae, del blues, perché non abbiamo nessuna negritudine da rivalutare; siamo bianchi, europei, colti […] Scegliamo l’Est non tanto per ragioni politiche, quanto etiche ed estetiche. All’effimero occidentale, preferiamo il duraturo; alla plastica l’acciaio. Alle discoteche i mausolei, alla break dance il cambio della guardia» ( G. Lindo Ferretti – CCCP, in Punk, Falce e Martello – Un weekend postmoderno”, di P. V. Tondelli).

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