Americà, facce Tarzan!

Allora, vediamo un po’. Altri tre militari italiani sono morti in Afghanistan. In totale fanno 49, dall’inizio della missione. I nostri ragazzi, dunque, continuano a donare la vita, per tener fede all’impegno con la Nato e con gli americani.

Americani che, nel frattempo, con il loro solito stile dimesso e di basso profilo, danno alle fiamme corani nella base di Bagram. Sette morti e una ventina di feriti, il bilancio delle violenze scaturite da questa bella mossa dei nostri yankee liberatori. In particolare a Jalalabad, nell’est del Paese, e a Kabul, sono ancora in corso proteste e assalti contro le basi statunitensi di zona.

Il presidente Obama, nel mentre, canta un buon blues nella sua sweet home (Chicago), al fianco di B.B. King e Mick Jagger. Mentre i due nostri marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, sono prigionieri degli indiani in un bungalow fronte mare, tra fiori tropicali e bananeti. E rischiano la pena di morte per aver sparato – ormai è chiaro persino a Schifani – qualche colpo in aria, in acque internazionali.

Forse è giusto ricordare, per inciso, che il 3 febbraio del 1998, il valente capitano dei Marines Richard Ashby, alla guida del suo Grumman EA-6B Prowler, decollò dalla base di Aviano per andare a tranciare, in abile manovra, i cavi della funivia del Cermis (e con esse, anche una ventina di vite umane). Il tutto successe in territorio italiano. Il buon Ashby fu però giudicato e condannato dalla giustizia americana, a ben sei mesi di reclusione (ma fu rilasciato dopo appena quattro mesi, per buona condotta).

Tu vuò fa l’american’, ma sì nat in Italì.

In Iran, gli ispettori dell’ONU (sì, ancora esiste l’ONU), sono tornati ieri a casa con un nulla di fatto. Erano partiti per l’ennesima volta con la speranza di beccare sti benedetti armamenti atomici di Ahmadinejad, che per adesso somigliano in tutto e per tutto a quelli di Saddam (cioè, non ci sono).

In Siria, le forze del presidente Bashar al-Assad bombardano per il ventesimo giorno i quartieri musulmani sunniti, roccaforte dell’opposizione nella città di Homs, nonostante la condanna internazionale al regime, seguita ieri all’uccisione di oltre 80 persone.

La tensione cresce. Ce la faranno i nostri bruciatori di corani a tenere in piedi la giostra, in questo half time dell’impero, del quale parlava Eastwood in uno spot Crysler di qualche giorno fa? Non credo. I tempi sono maturi per un passaggio di testimone. E l’Italia lo sa.

I piloti dell’aeronautica militare d’Israele, una delle più avanzate del mondo, verranno probabilmente addestrati sui jet italiani dell’Aermacchi. A meno di imprevisti, Israele comprerà circa 30 aerei M-346, l’addestratore avanzato costruito dall’azienda del gruppo Finmeccanica.
La società italiana è stata selezionata in esclusiva dal ministero della Difesa di Tel Aviv per la fornitura dei velivoli per un valore di un miliardo di dollari (al cambio corrente sono circa 764 milioni di euro).

Prepariamoci a morire per Israele, in un domani non troppo lontano.

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