Il primo nemico sei tu

Goya – “Duelo a garrotazos” – Museo del Prado, Madrid

Il primo nemico sei tu. Il tuo amore per te stesso e per quell’indulgenza sconfinata che provi per te. Per la tua sbracata arrendevolezza di fronte alle lusinghe e alle adulazioni. Per la tua brama di riconoscimenti. Per il tuo gusto della carriera, dell’eccellenza. Per il tuo egoismo, per l’esitazione che provi a dividere il tuo pane, a mettere in discussione il calore del focolare, a mettere in causa la sicurezza artificiale della tua stabilità apparente.

Il primo nemico sei tu. Con il timore di sconcertare, con il terrore di essere messo al margine, con la smania che hai davanti alla minima possibilità di essere, accolto, riconosciuto e ammesso al consesso delle mummie parlanti. Con il tuo aderire a tutti i clichets del pensiero debole e della critica cortese, della politica sdrucciola e del linguaggio banale. Tu sei la globalizzazione, l’assassino dell’Europa e del Terzo Mondo, sei il cedimento. E lo sei tanto più, quanto più pretendi di fingere il contrario e provi a convincerti da solo; senza troppo andare a fondo nel tuo esame, per la verità.
L’opposizione reale non è mai politica o ideologica, è innanzitutto un modo di essere.

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