Non-vincitori e vinti

“Il mio punto di vista è abbastanza lineare: in un paese che ha perso una guerra mondiale e con essa la sovranità, che è stato ed è tuttora militarmente occupato, che non ha, secondo ogni evidenza, alcun margine di manovra per agire sullo scacchiere globale nell’interesse dei suoi cittadini, ma sempre e solo su mandato e nell’interesse dei padroni, è del tutto assurdo, sul piano filosofico e politico, ritenere che ci sia una quota di cittadinanza che ha vinto su un’altra”. IANVA

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