Possiamo immaginare un esito più perfetto dell’ideale egualitario quanto la moda dei “blog”? Fenomeno al culmine della modernità: ecco finalmente il vettore che permetterà il definitivo stabilimento della tirannia del “tutto vale tutto”, del regno della multitudine e del trionfo dell’egocentrismo nevrotico.

Amici, il vostro parere è importante, anzi cruciale; così degno d’interesse che merita un supporto e dei lettori. Signori e signore, fatevi un blog e finalmente esisterete di fronte agli occhi altrui! Scrivete qualunque cosa e dopo qualche giorno avrete ai vostri piedi un piccolo esercito di lettori attenti, ammiratori o contraddittori, non importa. Quello che conta è essere visti! Non dimenticate di esibire la vostra email in modo che qualcuno vi contatti in privato, se ci sono punti in comune, non si sa mai. Fatelo con uno pseudonimo femminile e il trionfo è certamente assicurato.

Cominceranno sicuramente parlandovi di Monteverdi e della superiorità della monarchia sulla democrazia prima di reclamare il vostro numero di telefono. Il genio francese non è morto! E in più tutto ciò è gratuito e non richiede nessuno sforzo. Cosa volete di più?

Non perdete più tempo a leggere, a riflettere, a agire, a lavorare, a correggere, a provare. Accontentatevi, durante i vostri orari d’ufficio preferibilmente, di spargere la vostra arroganza e la vostra marcia intimità in rete. Una tale scappatoia alla noia fondamentale che ricopre i vostri giorni non ve la proporranno due volte! Non riunitevi più, non cercate più soluzioni collettive, non passate più le notti a discutere e a bere, non incollate più i manifesti, non distribuite più i volantini, non camminate più per strada o nei boschi, non cantate più attorno ai fuochi, non picchiatevi più. Ognuno per sé e MSN per tutti! Alleluia, è una magnifica nuova libertà conquistata dal fiero cittadino “interessato” e “implicato” che ha delle “cose da dire”.

Razzisti timidi, reazionari complessati, vergini con carenze di prostituzione, prostitute con carenze d’intellettualismo, impiegati di stato, cannaioli che sognano la rivoluzione, paurosi a cui mancano le invettive, spalle strette che s’immaginano vichinghi, disoccupati elogiatori dell’ultra-liberalismo, ecco finalmente il ricettacolo delle vostre vigliaccherie, delle vostre disfatte, lo scaricatore di tutto quello che non osate accettare in ciò che chiamate la “vita reale”.

Vi concedono un nuovo modo di comunicazione, soprattutto non usatelo per trasmettere delle idee, promuovere delle opere, far riscoprire momenti dimenticati, offrire delle alternative, creare nuove forme, coordinare delle azioni, fissare obiettivi più alti. No, no, non fatelo. Parlate dell’unico soggetto che conta: voi! Parlate delle vostre giornate, dei vostri piccoli mali di borghesi ben nutriti, delle vostre ossessioni genitali e spiegate bene perché, vivendo in tutto e per tutto come chiunque altro, siete superiori a tutti gli altri.

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