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	<title>Comments for Salinari</title>
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	<description>Così vanno le cose</description>
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		<title>Comment on La sbornia dei padri by Fester</title>
		<link>http://www.salinari.it/2011/12/30/la-sbornia-dei-padri/#comment-299</link>
		<dc:creator>Fester</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 01:47:29 +0000</pubDate>
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		<description>Sono tutti una manica di froci.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono tutti una manica di froci.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on Caro Steve by peppemelucci</title>
		<link>http://www.salinari.it/2011/10/10/caro-steve/#comment-247</link>
		<dc:creator>peppemelucci</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 16:20:39 +0000</pubDate>
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		<description>Idem sentire. Per una volta nella vita non ci farà male. O no? :-)
Un abbraccio affettuoso.
PS sono capitato per caso sul tuo blob e faccio voto di seguirti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Idem sentire. Per una volta nella vita non ci farà male. O no? <img src='http://www.salinari.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
Un abbraccio affettuoso.<br />
PS sono capitato per caso sul tuo blob e faccio voto di seguirti</p>
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	<item>
		<title>Comment on Caro Steve by luigi</title>
		<link>http://www.salinari.it/2011/10/10/caro-steve/#comment-246</link>
		<dc:creator>luigi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 10:48:00 +0000</pubDate>
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		<description>Himmler, ça va sans dire!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Himmler, ça va sans dire!</p>
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	<item>
		<title>Comment on Caro Steve by Luigi Catalani</title>
		<link>http://www.salinari.it/2011/10/10/caro-steve/#comment-245</link>
		<dc:creator>Luigi Catalani</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 14:23:33 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;...Credo che il problema sia filosofico, non informatico...&quot; [admin]

Caro Giuseppe,
come puoi immaginare, è proprio l&#039;aspetto filosofico dell&#039;intera faccenda che mi intriga. Per questo ti riporto questo passo per me illuminante di Lanier:
&quot;La semplice possibilità che nell&#039;individualità personale ci sia qualcosa di ineffabile è ciò che spinge molti tecnologi a rifiutare la nozione di qualità. Costoro vorrebbero vivere in una realtà a tenuta stagna, simile a un idealizzato programma per computer, in cui ogni cosa sia chiara e non esistano misteri fondamentali. Si ritraggono spaventati di fronte alla minima possibilità di una zona di mistero o alla più piccola incoerenza di una visione del mondo&quot;.
Questo semplicemente per dirti che questo blog mi appare come uno spazio prezioso dove la precedenza è ancora data all&#039;umano, dove le increspature della visione corrente sono la regola, dove l&#039;opera di resistenza è condotta in nome di un sostrato valoriale, inevitabilmente  - di questi tempi - inattuale, dove magari c&#039;è ancora margine per una dimensione altra, per un mistero che taluni possono collocare altrove, altri dentro di sé. Per lo meno è questo che mi ha sempre attratto dei &quot;cattivi maestri&quot; dell&#039;ideologia conservatrice, che su queste pagine abbondano, &quot;eretici&quot; più per i loro goffi epigoni politici, macchiette analfabete, che per il sottoscritto che ha sempre votato a sinistra.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;&#8230;Credo che il problema sia filosofico, non informatico&#8230;&#8221; [admin]</p>
<p>Caro Giuseppe,<br />
come puoi immaginare, è proprio l&#8217;aspetto filosofico dell&#8217;intera faccenda che mi intriga. Per questo ti riporto questo passo per me illuminante di Lanier:<br />
&#8220;La semplice possibilità che nell&#8217;individualità personale ci sia qualcosa di ineffabile è ciò che spinge molti tecnologi a rifiutare la nozione di qualità. Costoro vorrebbero vivere in una realtà a tenuta stagna, simile a un idealizzato programma per computer, in cui ogni cosa sia chiara e non esistano misteri fondamentali. Si ritraggono spaventati di fronte alla minima possibilità di una zona di mistero o alla più piccola incoerenza di una visione del mondo&#8221;.<br />
Questo semplicemente per dirti che questo blog mi appare come uno spazio prezioso dove la precedenza è ancora data all&#8217;umano, dove le increspature della visione corrente sono la regola, dove l&#8217;opera di resistenza è condotta in nome di un sostrato valoriale, inevitabilmente  &#8211; di questi tempi &#8211; inattuale, dove magari c&#8217;è ancora margine per una dimensione altra, per un mistero che taluni possono collocare altrove, altri dentro di sé. Per lo meno è questo che mi ha sempre attratto dei &#8220;cattivi maestri&#8221; dell&#8217;ideologia conservatrice, che su queste pagine abbondano, &#8220;eretici&#8221; più per i loro goffi epigoni politici, macchiette analfabete, che per il sottoscritto che ha sempre votato a sinistra.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on Caro Steve by admin</title>
		<link>http://www.salinari.it/2011/10/10/caro-steve/#comment-244</link>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 19:57:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.salinari.it/?p=1276#comment-244</guid>
		<description>A tal proposito: “ Catturati nel gioco di potenti illusioni ottiche, siamo abituati a considerare l’uomo, se confrontato con l’arsenale della sua tecnica, un granello di sabbia. Ma queste illusioni sono e rimangono i fondali di una immaginazione gregaria. Come l’uomo le ha costruite così le può demolire, ovvero le può inserire in un nuovo ordine di significati. I vincoli della tecnica si possono infrangere, e a farlo può essere proprio il singolo.” Ernst Junger</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A tal proposito: “ Catturati nel gioco di potenti illusioni ottiche, siamo abituati a considerare l’uomo, se confrontato con l’arsenale della sua tecnica, un granello di sabbia. Ma queste illusioni sono e rimangono i fondali di una immaginazione gregaria. Come l’uomo le ha costruite così le può demolire, ovvero le può inserire in un nuovo ordine di significati. I vincoli della tecnica si possono infrangere, e a farlo può essere proprio il singolo.” Ernst Junger</p>
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	<item>
		<title>Comment on Caro Steve by admin</title>
		<link>http://www.salinari.it/2011/10/10/caro-steve/#comment-242</link>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 19:47:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.salinari.it/?p=1276#comment-242</guid>
		<description>Caro Giovanni, ma tu sei sicuro che fare hacking per installare Android sull&#039;iPad sia poi così necessario per tua madre? Quando oggi ho visto l&#039;mms di mio padre che ritraeva la mia di mamma, davanti al computer a leggere questa cagata di lettera a Steve Jobs, mi sono detto: mia madre è una fonte della moralità ancora non dispersa nei canali della tecnologia, legge su un pc esattamente come il bisnonno. Dovrei crackare lei per essere open, non il mio iphone (che non ho, perché non è grande abbastanza grande per poggiare la tazza del te :).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Giovanni, ma tu sei sicuro che fare hacking per installare Android sull&#8217;iPad sia poi così necessario per tua madre? Quando oggi ho visto l&#8217;mms di mio padre che ritraeva la mia di mamma, davanti al computer a leggere questa cagata di lettera a Steve Jobs, mi sono detto: mia madre è una fonte della moralità ancora non dispersa nei canali della tecnologia, legge su un pc esattamente come il bisnonno. Dovrei crackare lei per essere open, non il mio iphone (che non ho, perché non è grande abbastanza grande per poggiare la tazza del te <img src='http://www.salinari.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> .</p>
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	<item>
		<title>Comment on Caro Steve by admin</title>
		<link>http://www.salinari.it/2011/10/10/caro-steve/#comment-241</link>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 19:31:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.salinari.it/?p=1276#comment-241</guid>
		<description>Caro Gigi, grazie per i meriti di riequilibrio, ma il mio voleva essere solo uno sfogo, senza troppe mire. La verità è che non credo d&#039;esser d&#039;accordo con Jobs, né con Stallman e neppure con Lanier. Credo che il problema sia filosofico, non informatico, né di diffusione o di marketing. Il marketing - per quel poco che ho capito in questa dozzina d&#039;anni - è come un&#039;auto: va dove decidi tu. Ecco, è come se Jobs avesse guidato con grande maestria delle stupende Porsche, per andare a Birmingham, a Kiev o a Catanzaro. Ora, oggettivamente, se devo andare in un posto di merda (come accade puntualmente nelle nostre vite d&#039;occidente), è chiaro che preferisco andarci su una bella auto - e infatti anch&#039;io ho il mio iPod - ma avrei preferito andare - che so - a Positano con una Punto. Tutto qui. Uscendo fuor di metafora, e a mio modestissimo parere, zio Steve, sulla base dei capitali che ha avuto in mano, avrebbe fatto meglio a battere anche altre strade, che non si limitassero solo alla mera bellezza dell&#039;oggetto (che è pur sempre un oggetto) e che fossero più coerenti con i sui trascorsi e con il suo &quot;posizionamento&quot; di essere umano. C&#039;è da dire, però, che i fatti gli danno ragione: è stato uno spietato figlio di ndrocchia, che passerà alla storia come un benefattore, altruista, illuminato. Mi ricorda un po&#039; Churchill.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Gigi, grazie per i meriti di riequilibrio, ma il mio voleva essere solo uno sfogo, senza troppe mire. La verità è che non credo d&#8217;esser d&#8217;accordo con Jobs, né con Stallman e neppure con Lanier. Credo che il problema sia filosofico, non informatico, né di diffusione o di marketing. Il marketing &#8211; per quel poco che ho capito in questa dozzina d&#8217;anni &#8211; è come un&#8217;auto: va dove decidi tu. Ecco, è come se Jobs avesse guidato con grande maestria delle stupende Porsche, per andare a Birmingham, a Kiev o a Catanzaro. Ora, oggettivamente, se devo andare in un posto di merda (come accade puntualmente nelle nostre vite d&#8217;occidente), è chiaro che preferisco andarci su una bella auto &#8211; e infatti anch&#8217;io ho il mio iPod &#8211; ma avrei preferito andare &#8211; che so &#8211; a Positano con una Punto. Tutto qui. Uscendo fuor di metafora, e a mio modestissimo parere, zio Steve, sulla base dei capitali che ha avuto in mano, avrebbe fatto meglio a battere anche altre strade, che non si limitassero solo alla mera bellezza dell&#8217;oggetto (che è pur sempre un oggetto) e che fossero più coerenti con i sui trascorsi e con il suo &#8220;posizionamento&#8221; di essere umano. C&#8217;è da dire, però, che i fatti gli danno ragione: è stato uno spietato figlio di ndrocchia, che passerà alla storia come un benefattore, altruista, illuminato. Mi ricorda un po&#8217; Churchill.</p>
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	<item>
		<title>Comment on Caro Steve by Luigi Catalani</title>
		<link>http://www.salinari.it/2011/10/10/caro-steve/#comment-239</link>
		<dc:creator>Luigi Catalani</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 15:04:45 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Giuseppe,
la tua è un&#039;opera di riequilibrio legittimo, anzi necessario, merce rara di questi tempi.
Credo che Jobs non lasci tanto una lezione di tecnologia (in fondo, sposando il tuo amor patrio, un certo Adriano Olivetti aveva &quot;inventato&quot; il PC prima di lui) quanto una lezione di marketing, autoritario of course come solo il marketing efficacissimo sa essere, e, sopra tutto, una lezione di bellezza, di buon gusto, di stile estetico: da questo punto di vista tra lui e il &#039;povero&#039; Gates, che deve devolvere ogni anno milioni in beneficenza per rifarsi una reputazione (eppure Jobs era più ricco di lui...), c&#039;è un abisso.
Attento (Vendola) a non mitizzare però la cultura open (Stallmann), può rivelarsi un&#039;ulteriore arma a doppio taglio.
Su questo le uniche parole di saggezza continuano a sembrarmi quelle di Jaron Lanier.
Magari ci ritorneremo...
Grazie dello stimolo.

Luigi Catalani

PS mi sono perso l&#039;intervista alla &#039;filosofa&#039; barese, nonostante sia stata di successo: puoi indicarmi le coordinate?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Giuseppe,<br />
la tua è un&#8217;opera di riequilibrio legittimo, anzi necessario, merce rara di questi tempi.<br />
Credo che Jobs non lasci tanto una lezione di tecnologia (in fondo, sposando il tuo amor patrio, un certo Adriano Olivetti aveva &#8220;inventato&#8221; il PC prima di lui) quanto una lezione di marketing, autoritario of course come solo il marketing efficacissimo sa essere, e, sopra tutto, una lezione di bellezza, di buon gusto, di stile estetico: da questo punto di vista tra lui e il &#8216;povero&#8217; Gates, che deve devolvere ogni anno milioni in beneficenza per rifarsi una reputazione (eppure Jobs era più ricco di lui&#8230;), c&#8217;è un abisso.<br />
Attento (Vendola) a non mitizzare però la cultura open (Stallmann), può rivelarsi un&#8217;ulteriore arma a doppio taglio.<br />
Su questo le uniche parole di saggezza continuano a sembrarmi quelle di Jaron Lanier.<br />
Magari ci ritorneremo&#8230;<br />
Grazie dello stimolo.</p>
<p>Luigi Catalani</p>
<p>PS mi sono perso l&#8217;intervista alla &#8216;filosofa&#8217; barese, nonostante sia stata di successo: puoi indicarmi le coordinate?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on Caro Steve by Giovanni</title>
		<link>http://www.salinari.it/2011/10/10/caro-steve/#comment-238</link>
		<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 14:24:07 +0000</pubDate>
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		<description>Sei il solito retrogrado che non apprezza la tecnologia, per questo sei pieno di astio, ma prima o poi te ne farò comprendere la bellezza!:-)

Molti(che cosa avrai poi contro le tracolle poi..) hanno fatto di Jobs e della Apple  il loro Leviatano della tecnologia, a cui affidarsi anche a costo della libertà di scelta, mentre gli amanti dell&#039;Open source sono i ribelli.

Poi però ti chiedo (dando per assodato che la tecnologia è ormai un male endemico) l&#039;uomo comune, o la mia mamma, saprebbe fare un hacking per mettere Android sull&#039;ipad, ho scrivere comandi per collegarsi, banalmente al wifi con Linux? 

Un abbraccio

Giovanni

Ma poi, e la finisco qui perchè</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sei il solito retrogrado che non apprezza la tecnologia, per questo sei pieno di astio, ma prima o poi te ne farò comprendere la bellezza!:-)</p>
<p>Molti(che cosa avrai poi contro le tracolle poi..) hanno fatto di Jobs e della Apple  il loro Leviatano della tecnologia, a cui affidarsi anche a costo della libertà di scelta, mentre gli amanti dell&#8217;Open source sono i ribelli.</p>
<p>Poi però ti chiedo (dando per assodato che la tecnologia è ormai un male endemico) l&#8217;uomo comune, o la mia mamma, saprebbe fare un hacking per mettere Android sull&#8217;ipad, ho scrivere comandi per collegarsi, banalmente al wifi con Linux? </p>
<p>Un abbraccio</p>
<p>Giovanni</p>
<p>Ma poi, e la finisco qui perchè</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on Caro Steve by giampiero</title>
		<link>http://www.salinari.it/2011/10/10/caro-steve/#comment-237</link>
		<dc:creator>giampiero</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 10:34:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.salinari.it/?p=1276#comment-237</guid>
		<description>Meraviglia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Meraviglia.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on Le ragazze da marito by vane</title>
		<link>http://www.salinari.it/2010/07/12/le-ragazze-da-marito/#comment-235</link>
		<dc:creator>vane</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jan 2011 16:36:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.salinari.it/?p=1153#comment-235</guid>
		<description>Mi piacerebbe anche raccomandare di Montherlant, (non sono molto esperta in letteratura), la versione di Don Juan (Don Giovanni). Dove caratterizza a un Don Juan, come quello che arrischia la cosa peggiore senza tregua e sceglie quell rischio.
Montherlant riferisce avere un particolare interesse per riflettere un espirito libero. Spone che la natura e` contraddittoria e allora se si presenta una contradizione può affermarsi tanto una cosa come l&#039;altra e puo agire in funzione di quello.
L&#039;ideale entra in funzione dell&#039;alternanza, niente che rimanga in determinato laccio con un&#039;idea puo` essere portato avanti, se dopo puo affermare il contrario, questo riflessa la personalità di Don Juan.  Agisce in funzione dalla sua idea di quello momento e dopo in un altro atto cambia completamente, quando quello che dice e afferma puo cambiare.
Quando leggeva il testo di Montherlant quello che ho trovato e` che quanto più libero cerca di mostrare al personaggio, questo reclama disperatamente più scioltezza, con lo quale , per me, dimostra che si trova in qualche reclusione o, al meno, fagotto a qualcosa del quale non puo` scappare.
Aspetto che le piaccia questa versione</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi piacerebbe anche raccomandare di Montherlant, (non sono molto esperta in letteratura), la versione di Don Juan (Don Giovanni). Dove caratterizza a un Don Juan, come quello che arrischia la cosa peggiore senza tregua e sceglie quell rischio.<br />
Montherlant riferisce avere un particolare interesse per riflettere un espirito libero. Spone che la natura e` contraddittoria e allora se si presenta una contradizione può affermarsi tanto una cosa come l&#8217;altra e puo agire in funzione di quello.<br />
L&#8217;ideale entra in funzione dell&#8217;alternanza, niente che rimanga in determinato laccio con un&#8217;idea puo` essere portato avanti, se dopo puo affermare il contrario, questo riflessa la personalità di Don Juan.  Agisce in funzione dalla sua idea di quello momento e dopo in un altro atto cambia completamente, quando quello che dice e afferma puo cambiare.<br />
Quando leggeva il testo di Montherlant quello che ho trovato e` che quanto più libero cerca di mostrare al personaggio, questo reclama disperatamente più scioltezza, con lo quale , per me, dimostra che si trova in qualche reclusione o, al meno, fagotto a qualcosa del quale non puo` scappare.<br />
Aspetto che le piaccia questa versione</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on Aristocrazia Europea by admin</title>
		<link>http://www.salinari.it/2010/10/10/aristocrazia-europea/#comment-234</link>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Nov 2010 00:27:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.salinari.it/?p=1197#comment-234</guid>
		<description>Ciao Vittorio. Scusa innanzi tutto per la tardiva pubblicazione del tuo commento, ma in questi ultimi giorni ho fatto un sacco di telefonate, appunto, e poca meditazione, lettura e cura di me (e del mio piccolo blog).

Grazie per il tuo intervento, nel quale mi riconosco quasi totalmente.

Aggiungerei solo due parole in merito alla cosiddetta &quot;latinità&quot;, che è poco più di un intonaco, oltre il quale si celano differnze etniche, spirituali e sociali non indifferenti. La Roma eroica, infatti, quella antica, patrizia e catoniana, nutrirebbe oggi disprezzo per tutto quanto si è usi definire &quot;latino&quot;. 
Con la prima romanità, così come con Sparta, ci si trova dinnanzi a un mondo eroico-sacrale avente un ethos severo, un amore per la disciplina e per una tenuta virile e dominatrice dell&#039;animo, che poi ha contraddistinto - solo in un secondo momento - la &quot;coesione&quot; dei popoli nordici, dei quali tu parli.

Bisogna dunque distinguere, secodo me, tra ciò che è inteso oggi come &quot;latino&quot; dalla vulgata legaiola e ciò che è &quot;romano&quot;. E&#039; significativo, a tal proposito, che L. Aldington abbia pottuto descrivere i romani come &quot;i prussiani del loro tempo&quot;.

Un abraccio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Vittorio. Scusa innanzi tutto per la tardiva pubblicazione del tuo commento, ma in questi ultimi giorni ho fatto un sacco di telefonate, appunto, e poca meditazione, lettura e cura di me (e del mio piccolo blog).</p>
<p>Grazie per il tuo intervento, nel quale mi riconosco quasi totalmente.</p>
<p>Aggiungerei solo due parole in merito alla cosiddetta &#8220;latinità&#8221;, che è poco più di un intonaco, oltre il quale si celano differnze etniche, spirituali e sociali non indifferenti. La Roma eroica, infatti, quella antica, patrizia e catoniana, nutrirebbe oggi disprezzo per tutto quanto si è usi definire &#8220;latino&#8221;.<br />
Con la prima romanità, così come con Sparta, ci si trova dinnanzi a un mondo eroico-sacrale avente un ethos severo, un amore per la disciplina e per una tenuta virile e dominatrice dell&#8217;animo, che poi ha contraddistinto &#8211; solo in un secondo momento &#8211; la &#8220;coesione&#8221; dei popoli nordici, dei quali tu parli.</p>
<p>Bisogna dunque distinguere, secodo me, tra ciò che è inteso oggi come &#8220;latino&#8221; dalla vulgata legaiola e ciò che è &#8220;romano&#8221;. E&#8217; significativo, a tal proposito, che L. Aldington abbia pottuto descrivere i romani come &#8220;i prussiani del loro tempo&#8221;.</p>
<p>Un abraccio.</p>
]]></content:encoded>
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